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โJOHN TAYLORโS TRANSLATION OF LORENZO CALOGEROโS SELECTED POEMSโ SAGGIO CRITICO DI BARBARA CARLE
Il saggio critico di Barbara Carle sul lavoro di traduzione John Taylor, scrittore, traduttore e critico letterario americano, premio Raiziss De Palchi 2013 dellโAcademy of American Poets.
โJohn Taylorโs Translations of Lorenzo Calogeroโs Selected Poemsโ was first published by American Poet (Fall-Winter, 2013). Reprinted by permission of the publisher, The Academy of American Poets, 75 Maiden Lane, Suite 901, New York, NY, 10038.
JOHN TAYLOR TRADUCE LORENZO CALOGERO
John Taylor, scrittore, traduttore e critico letterario americano, autore di traduzioni in francese di poeti moderni quali Philippe Jaccottet, Jacques Dupin, Pierre-Albert Jourdan, traduce cinque poesie di Lorenzo Calogero.
A Love
Blond fireflies amid the summer hedges,
how splendid your sunray
darting through the darkness! Youโve reminded me
of something that has never vanished
from my childhood: infinite
hope through the fields. I see myself
as a child again, feel the unknown
rhythm of times past:
I dream I am lying on a girl
stuck in my heart:
a musical bas-relief
for vast infinity: I compare her
to the moon, to the stars,
to the splendorous night
and everything attaches me to that love
I lose myself in:
yet of this I actually know nothing
except a confusing clamor.
Translation ยฉ John Taylor
Un amore
Lucciole bionde per le siepi dโestate,
comโรจ splendido il vostro raggio
che per le tenebra appare! Voi mi ricordate
qualcosa che non si annulla
della mia fanciullezza: infinita
speranza pei prati. Mi rivedo
fanciullo, sento lโignota
cadenza di tempi andati:
sono in sogno sopra una fanciulla
che mi sโรจ fitta in cuore:
un bassorilievo musicale
per estese infinitร : la paragono
alla luna, alle stelle,
allo splendore della notte
e tutto mi affiso in quellโamore
e mi vi disperdo:
di qui non so nulla
se non un confuso vocio.
da Parole del tempo (p. 163), Poesie, p. 63.
Golden Angel
Hide yourself in these brown
bustling leaves: may no one
see us: you are the golden angel.
The water seeks you, rises, rises.
At the freshwater fountain I have filled up
a jug to quench your thirst,
to nourish you.
Translation ยฉ John Taylor
Angelo dorato
Nasconditi in questo bruno
tramestio di foglie: che nessuno
ci veda: tu sei lโangelo dorato.
Lโacqua te cerca che sale, sale.
Alla fresca fonte ho riempito
una brocca per dissetarti,
cibarti.
da Parole del tempo, p. 173, Poesie, p. 66.
Winged Cloud, Whimsical Turning
Winged cloud, whimsical turning
of light long lugubrious years;
and this was something good. The pale
lamplight passed
from the shadowy flower
onto the flying fly.
I donโt know which leaden night
the clear voice hears
inside fast full days.
An angle on the row of sparrows
whispered. Another rosy light
swings, in the evening,
dense solitary air over the orange
or a longing I canโt explain.
Colored with thick veils a fragrant cloud
from a humble hand blew mist
gently on a cheek.
Translation ยฉ John Taylor
Dโali nuvola, capricciosa volta
Dโali nuvola, capricciosa volta
dโanni lunga, lugubre leggera;
ed era un bene. Passรฒ
dal fiore dโombra
il lume pallido
sul volo di una mosca.
Non so quale notte plumbea
la chiara voce ascolta
nei dรญ veloci e pieni.
Un angolo sul filare passeri
bisbigliรฒ. Ancora una luce
rosea dondola, nel vespero,
unโaria solitaria densa sullโarancia
o non so che voglia.
Tinta di fitti veli nube odorosa
da una mano dimessa vaporรฒ
gentile su una guancia.
da Ma questo. . ., Poesie, p. 91.
In My Hand Evaporated
In my hand evaporated
what she knew.
The morning was sick
and I no longer know how the green bitter sleep
dampened with a dream. From lethargy
a moon pulled ashore
a lifeline.
The sheer gown migrated.
A pale spark had come down.
Oh, look! the shadows return
no longer from afar and the game broke up
in a shout that utterly changedโ
because of loveโits pain. It was silken
larva: knew nothing
within its measure. Its own thirst
for dawn now returns anxiously
and fleetingly. It was female
in one of its joints, a false
crease in a false evening
or a light tear.
Translation ยฉ John Taylor
Evaporรฒ nella mano
Evaporรฒ nella mano
quanto ella sapeva.
Era un mattino infermo
e non so piรบ come il sonno verde amaro
sโinumidรฌ di sogno. Dal letargo
una luna trasse a riva
una linea dโuna vita.
La veste diafana trasmigrรฒ.
Una pallida scintilla era discesa.
Oh! Vedi, non piรบ da lontano
ritornano le ombre e il giuoco si dissolse
in un grido che mutava
a sommo per amore la sua pena. Di seta
era una larva: sapeva nulla
ella nella sua misura. La sua sete
dโalba ora ritorna trepida
e passeggera. Era donna
una sua giuntura, una falsa
piega in una sera falsa
o una lagrima leggera.
da Ma questo. . ., Poesie, p. 97.
Since Things Occurred because of You and Me
Since things occurred
because of you and me and beauty
no longer dresses you again in vain time
with breath rekindling your motionless evening,
so that here and not elsewhere
would be an invisible lasting sign
of your song, I gaze at
an icy, supine curve
in the immobile vein of the line
plowing across your hand.
Translation ยฉ John Taylor
Perchรฉ da me e da te si ebbero
Perchรฉ da me e da te si ebbero
cose e non รจ piรบ bellezza
che ti riveste nel tempo vano
con alito che riaccende ferma la tua sera,
perchรฉ qui e non altrove
invisibile sia e duraturo un segno
del tuo canto, gelida e supina
una curva nella vena
immobile rimiro della linea
che solca la tua mano.
da Come in dittici, Poesie, p. 116
FROM PURE SILENCE TO IMPURE DIALOGUE
Antologia a cura di Vittoria Bradshaw dedicata alla poesia italiana del dopoguerra, edita da Las Americas Publishing Co., New York, nel 1971, il cui primo capitolo Hermetismโs last gleam: Lorenzo Calogero รจ dedicato per intero al poeta.
LORENZO CALOGERO: IL PROFETA DEL SESTO CONTINENTE
di Angelica Chiara Gallo
Agosto. Riviera. Il mare precipita sulla riva, investe ogni cosa. Ragazzi corrono sulla spiaggia. Il mistrale soffia dallโisola. Nel tardo pomeriggio, i colori si fanno piรน intensi, come le illustrazioni della โDomenica del Corriereโ di tanti anni fa. Su una terrazza affacciata sul mare, circondata di alti palmeti, signori di bianco vestiti stanno disputando un torneo di un gioco di carteโฆ Perfetto.
In questo scenario, casuale ma ideale come quello di tutte le storie destinate a diventare un grande amore, conobbi la poesia di Lorenzo Calogero. Leggevo Poesia, la rivista cui sono debitrice di altri autori poi entrati nelle mie preferenze assolute, e questo vibrante articolo di Caterina Verbaro mi aveva dapprima interessato, poi avvinto. In seguito scoprii che aveva scritto molto altro, e con quale amore, sul nostro autore. Quel pomeriggio passรฒ senza che me ne accorgessi, mentre sfuggivano lucide impressioni della sera sul mare. Oggi posso dire che la ragione per quel rapimento era che improvvisamente avevo capito che i versi di Calogero appartenevano semplicemente alle palmeโฆ
Credo che questo inizio sia stato molto significativo: qualcosa sarebbe dovuto accadere.
In quel periodo, per i miei studi e anche perchรฉ avevo molti amici stranieri, parlavo e pensavo molto in inglese, e cosรฌ naturalmente, cominciai a tradurre in inglese a bassa voce, quasi tra me e me, i versi del poeta.
โSo come sui rami,lโarancio si fa dโoroโฆโ
โI know how on the branches, the orange turns to goldโฆโ
โE sembra un sogno, ma non ho nessunoโ
โAnd it is like a dream, but I have no oneโฆโ
โLa veritร sola gravita/o รจ concessa/quando conosce sรฉ stessaโฆโ
โTruth only lays/or relays/when it is true to itselfโฆโ
La fluiditร di questo risultato โ parlo da un punto di vista formale, si raggiunge di solito โ ammesso che mai ci si arrivi โ con molto lavoro e molta fatica. Ma invece in questo caso i versi erano lรฌ, confusi tra le palme, restituiti uno dopo lโaltro in un altro idioma, come se contenessero in sรฉ tutte le lingue del mondoโฆ Questa รจ unโaffermazione che meriterebbe una lunga divagazione sul valore assoluto anche linguistico della poesia. Mi limiterรฒ a citare Luzi: โPenso che unโarte, al suo culmine, sprigioni sapienza e profeziaโฆโ. E quindi possibilitร di essere tradotta e intepretata. Calogero era la tregua di Babele.
In seguito, studiai per molto tempo i versi nella loro lingua originale, con tutta la ricchezza che ne rende esigente la fruizione, lessi della sua vita, il suo pensiero. E infine, ritornavo sempre alla mia idea: Calogero doveva essere tradotto, per lo meno in inglese. Penso di essere stata fortunata a conoscere i suoi versi su una spiaggia, in un pomeriggio dโestate, le pagine sfogliate dal mistraleโฆLiberati dalle pagine, i versi del poeta si libravano nel cielo prendendo piano piano la forma delle ali bianconere dei gabbiani, la costa trasparente allโorizzonte, a svelare lโesistenza di un Sesto Continente, non segnato nelle carte: quello della poesia.
Cโรจ anche unโaltra circostanza che ha determinato lโinizio di questa avventura: lo studio, sempre suggerito da un articolo apparso su โPoesiaโ, dellโesperienza linguistica e poetica di Amelia Rosselli. Di Amelia Rosselli dovrei scrivere molto, anche per lโaffetto quasi personale che nel tempo ho sviluppato per lei, tanto un autore che studiamo entra nei nostri corpi fino ad abitarli nel luogo del sangue e della carne dove di solito si insediano gli amiciโฆ
Personalmente, ritengo che questa sia anche la base del rapporto del traduttore col suo autore, uno scambio che prima che linguistico รจ sociale, prima che letterario, umano, come se fossimo soltanto due amici seduti la sera in riva al mare a leggere pensieri scritti in un quaderno nero. Tale processo di conoscenza intima, di partecipazione (non oso dire: identificazione), avvenne con Lorenzo Calogero in modo piรน pudico, trasversale. Egli era per me sempre un signore gentile, dallโaria lontana, e tuttavia non priva di ironia (capirete che parlo della fotografia che lo ritrae a Milano in Piazza Duomo), e la sua storia, i suoi fiori di limone, i suoi astri dโargento, un โluogo dellโaltroveโ (citando sempre il famoso articolo della Verbaro) cui potevo avvicinarmi solo con devozione, come a una cosa non sacra, ma certamente assai spirituale.
Credo che questa spiritualitร attraversi lโopera tutta del nostro autore, laddove โla levitร commosse le coseโ e โuna festa appariva giร dentro una stellaโ.
Credo di poter dire che Calogero, indipendentemente dal suo vissuto personale, fosse anche un uomo profondamente religioso. In alcune sue iriche ho potuto individuare cantici a mio parere non rivolti alla madre, nรฉ alla ragazza amata, ma alla Vergine Maria. Eccone uno dei piรน dolci e solenni:
โโฆTu levigata eri nella tua veste dolcissima
nellโazzurra chiaritร dello spazio
o in una veste amata,
poichรฉ di tutto in te tutto ritrovo, o bianchissima!โ
โโฆSo smooth you were,in your sweetest attire
in the celestial clarity of space
or a dear gown,
since of all things all things I find in you, all whiteโ
Ho poi individuato, attraverso lโapproccio lessicale, altre potenzialitร , apparentemente o temporaneamente nascoste, nellโopera del nostro. La presenza ad esempio di un universo puro, ribelle, giovanile, quasi โpunkโ, laddove โangeli vagantiโ attraversano โspazi stellariโ, incontrano โrose bluโ, suonano o sognano โla musica che adombraโฆe non fu vanaโฆโ. Calogero รจ, inaspettatamente, il piรน giovane di tutti i poeti e per questo devโessere tradotto nella lingua dei cantautori, per ricongiungersi alla tradizione rock cui giร appartieneโฆ
da Come in dittici
La musica che adombra
La musica che adombra leggera sui piani
una burrasca e domanda, curva
concava, trattenendo una pausa
o una fiaba, sโarrotonda diafana
a le labbra, persino alla tempia
in un filo tenue dโerba dโoro e di paglia,
flauta entro un vetro la sua voce nuova,
scoprendo che non fu vana.
Music who shades
Music who shades โ gently โ the plan
from the hurricane and demands,
concave convex, holding his breath
or a tale, transparent rises
on lips, even on temples sometimes,
in a gold blade of grass or of straw,
or blows in a flute his new voice,
knowing it was never in vain.
da Quaderni di Villa Nuccia
XXI
โฆNastri lisci erano di uccelli
e unโorchidea nera fra i baci
vespertini, ora, sโaggrotta.
Tu eri nera tumida ai capelli
e cosรฌ, per questa vasta oasi,
fuggitiva sopra lโacque
in un riverbero di roseโฆ
XXI
โฆPlain ribbons like shining wings
and a black orchild to sunset
dusk, now slithly creasing.
You were dark wet at hair
so through this oasis
fudging on waters
in a reflection of rosesโฆ
Vi รจ poi cโรจ il Calogero maturo, denso e convicente come un prezioso liquore invecchiato nel suo umore per molti anni, che accarezza i volti, e le cose con invariabile pietร โฆ
da Come in dittici
So di un albero
So di un albero, di un libero
mantello di foglie, di un ladro
o di un altro con un mutevole
nome dietro una tomba; e forse
domani ti ricorderai
anche tu di essere nellโaria
di un diverso versatile corso
nellโora del medesimo giorno. Libera
andrai nel tuo mantello povero
e non ti accorgerai di essere una dolcezza
vaga pigra allโaspetto,
chiara sul labbro,
tremula nellโaria, cosรฌ solitaria al dolore.
I think I know a tree
I think I know a tree, a free
blanket of leaves
of a thief or another mortal
beneath a grave;
maybe tomorrow you see
your being ash in the wind
just like me. And you will travel so far
in your human cloth
and wonโt never realise to be tender inside
and generous, late at the sight,
plain in your speech,
faint in the air, lone in your grief.
Dolcezza o levitร
Dolcezza o levitร di cose risponde
e sono alme parti uguali divise
non piรน come favole, dove io
mi comporto cosรฌ amaramente
agevole come il piรน forte, o forse
non so piรน come si concede
lievemente una gioia e fraternamente.
Sweetness or levity
Sweetness or levity talk
to the twin souls
no more ecstatic like tales
when I pretend to be strong,
bitterly, or maybe
i am no more willing to grant
brotherly joy.
Vi รจ quindi il Calogero metafisico de โLโaltezza dei riquadriโ dei โCieli emersiโ, quello che subitaneamente si ricongiunse al paesaggio marino e alle palme:
da Ma questoโฆ
Il suono e lโaltezza dei riquadri
Il suono e lโaltezza dei riquadri
e questo inarcarsi al sommo, rivolte
in alto impietosite le mani.
Le madri ebbero ali di sonno
e volto di rugiade, concavi
scarlatti veli dโaria i piani.
E questo musicale non essere
quando passo, quando tocco, quando sfioro
ragionevolmente rivolto alle nuvole.
Trasvola inesperta lโanima. Cave onde
fluiscono da canne nella nebbia
che sโannoia e, persino quando
beltร nuda al suo fianco
dal suo buio sโarrende,
isole verdi appaiono appena
presaga realtร di sogno.
The toll and square hights
The toll and square hights
and this arching at climax, upwards
stretching compassionate hands.
Mothers had tired wings
and moisted cheeks, purple uneven
wind veils โ facettes.
What graceful not to be
when I do walk, do touch, do skim
reasonably turning to sky.
Inexperienced the soul blows away. Empty waves
flow from the canes in the mist
when he is bored and even when
a naked beauty at his side
from the darkest surrenders
emerald islands arise
omens of dream reality.
Spazio stellato
Spazio stellato
in questo esiguo pian dei morti
gelsomini salgono rampicanti nellโaria
e sโincontrano coi miei pensieri remoti.
Unโoasi bianca oscilla
in unโamaca stanca,
un oscuro piano riverbero di giardino
dentro un vaso giallo di fiori.
Ciรฒ che hai amato
in una piuma si screzia, nel silenzio
di vetro folto ondeggia
e risale timido nelle tue mani.
La pace ignorata
dei piรน deserti soli sโassola:
acqua bruciata scende
in profondi pelaghi gaia
e leggera gorgoglia
umida nella tua gola.
Star Space
Star space
in this thin valley of death.
yasmine creep to the air
meeting my forgotten thoughts.
A pale oasis swings
in a loosen hammock,
opaque reflection of woods
in a sunflowers vase.
What you have loved
scretches in feathers, in silence
of thick crystal sways
and slithly reflows to your hands.
The secret Peace
of deserted suns flares:
charred water pours
merrily into deep seas
and tenderly gurgles
through your moisted throat.
Infine cโรจ il Calogero piรน mediterraneo, piรน ancestrale, di un mondo eternamente classico dove โunโorchidea splende nella manoโ e โscivola e lungo e glauco, era il sentieroโ, composto di โsillabe arcaneโ, per citare ancora una volta lโomonimo studio monografico di Caterina Verbaro.
da Ma questoโฆ
E racconti
E racconti, ma il viavai
va e viene. Sono corpi morti
qua a terra seduti. Si rompono
in dialetto una violetta, una lontana
statua viola perdute insieme
altrove. Ma sono rosso sangue le tempie.
Tales
Tales, but coming and go
comes and goes. They are the dead
sitting aside. Language can break
a violet, a violet statue afar
lost together elsewhere.
But head is blood red.
da Quaderni di Villa Nuccia
CLXVII
E sembra un sogno, ma non ho nessuno.
O anima, o madre dei poeti
e al tuo benigno regno, io poveruomo,
forse nessuno. E languisco nelle tenebre
che mi ha lasciato il tuo smaltato
smalto; io due volte, pronto,
sul punto di uccidermi e anche questo
mi assale in dubbio. I detriti potranno fare
povere cose miracolose e questo mi sale
al labbro, ove io avevo un punto povero
un punto povero di poetaโฆ
CLXVII
and it is like a dream, but I have no one.
Soul, mother of poets
to your gentle reign, me, simple man,
maybe nobody. I fall in the dark
left by your shine
me, twice prone do death:
and this too I doubt.
Debris could do little wonders
and this I know from my lips
where I did have a poor thing
a poor poet thing.
Per quanto riguarda il contenuto, la mia รจ una lettura trasversale, in cui gli eventi, i volti, le stagioni, si fondono in unโunica visione, quando โrarefatto il tempo, il vuoto รจ un rudere di passaggioโ.
Per la forma, mโinteressava soprattutto tradurre lโautore, per dare ai lettori di unโaltra lingua la possibilitร di conoscerlo, capirlo. Se unโallitterazione non si trova piรน nel verso dellโoriginale, se lo splendore scivola e viene trattenuto piรน in basso, da unโaltra rete, tesa da una mano altrettanto appassionata e pazienteโฆche importa? Non si tratta di tradurre la poesia ma il suo poeta. E poi seguire la sua arte poetica con la minuzia del guardiano di un giardino zen, che taglia, innesta, ricompone. Questo รจ tanto piรน vero per un poeta come Calogero, i cui salti vertiginosi devono essere compresi e assimilati, prima che riprodotti.
Augurandomi che questo lavoro possa servire ad avvicinare altri, soprattutto le nuove generazioni, tanto assetate di autentica poesia, alla straordinaria esperienza spirituale, poetica e esistenziale di Lorenzo Calogero, propongo il mio percorso, nella speranza che questo, come tutti gli altri spontaneamente nati intorno al nostro poeta, produca opere โassidue, come gemme pureโ.
Angelica Chiara Gallo
LORENZO CALOGERO NELLA TRADUZIONE DI JEAN-CHARLES VEGLIANTE E CIRCE
(Centre Interdisciplinaire de Recherche sur la Culture des Echanges)
Universitรฉ Sorbonne Nouvelle Paris 3
Testi tratti dal blog:
uneautrepoesieitalienne.blogspot.com
Mรฉdecin (municipal) sans patients, รฉcrivain sans รฉditeur, suicidaire, phobique, Lorenzo Calogero (1910-1961) aura รฉtรฉ lโun des rares purs poรจtes du XXe siรจcle italien. Plusieurs fois internรฉ (Villa Nuccia, Gagliano), il disait โapprendre ainsi / face ร une faible lumiรจre penchรฉ / le faible dรฉclin du silence / de la vieโ. Apprรฉciรฉ de C. Betocchi, L. Sinisgalli, G. Tedeschi, il a รฉtรฉ lu attentivement par Amelia Rosselli, qui nous avait conseillรฉ autrefois sa traduction.
Un distique se scinde ร peine
Un distique se scinde ร peine,
ensuite les arborescences boursouflรฉes
ou autre chose : mais aujourdโhui ce repos
dans les bois me tient compagnie.
Le matin jโรฉtais parti
loin du repos de tes yeux fragiles vers la cime
dโune ville rรชvรฉe et le doux rythme des pins
dans le vent devient sombre,
cโรฉtait un scrupule un lรฉmure
ou lโespace carrรฉ.
Un distico si sfalda appena
Un distico si sfalda appena
e poi le turgide arborescenze
o qualcosโaltro: ma mโintrattiene
oggi questo riposo nei boschi.
A mattina ero partito
dal riposo dei tuoi occhi tenui verso la cima
di una cittร fantastica e il ritmo dei pini
mite nel vento fosco diviene,
una remora un lemure era
o lo spazio quadrato.
Dai Quaderni del โ57, inedito
***
Bien, pourvu quโau pied
Bien, pourvu quโau pied, trรจs souvent
sous lโeau, une lenteur dรฉrive
du cours du fleuve, non seulement un hasard heureux
empli de la nature de tous les oiseaux
plongรฉ dans le temps humide et, ร son insu,
rapide et veinรฉ de bleu,
mais aussi dedans une douceur,
oรน soit un souffle chaud
tirรฉ vers la rive,
en un cri humide, rigide, dรฉjร le calme plus las
et obscur รฉmane.
Bene, purchรจ al piede
Bene, purchรฉ al piede, molte volte
subacqueo, una lentezza derivi
del moto del fiume, non solo una fortuna
satura della natura di tutti gli uccelli
immersa nel tempo umido e, allโinsaputa,
rapida e venata dโazzurro,
ma anche dentro una dolcezza,
cui sia una ventata calda
trascinata alla riva,
in un grido umido rigido la quiete piรน stanca
ed oscura giร esala.
OP I 75
***
Dโune rive
Dโune rive naรฎt ร la douleur
le jeu. La neige nโest pas comme
la soif, ombre comme la mort.
Il fait dรฉjร jour, le dernier
qui te reste. De son maigre pas
le sommeil est une ombre opaque
qui te piรฉtine.
Cendres ton sang,
suc agreste, distille
un faible son, et si tu te lรจves,
aussitรดt tu tโappuies sur une pluie
qui rejaillit des racines vers tes vรชtements.
Je le savais. Une blonde et claire
gravitรฉ scintille, aprรจs la pluie,
immobile, humide sur lโherbe. Ou tu te caches
ou bien il y a du sang. Par moments
ou une falaise ou un paysage.
Morne une lumiรจre est sauve
ร la marge des rรชves.
Sโavancer sur la haie
dรฉnudรฉe, รฉcho aride
dans un rayon
qui sโรฉlรจve.
Da una riva
Da una riva nasce al dolore
il gioco. La neve non รจ come
la sete, ombra come la morte.
Eโ giorno giร , lโultimo
che ti resta. Col suo piรจ gramo
il sonno รจ unโombra opaca
che ti calpesta.
Cenere il tuo sangue,
agreste succo suono fievole
stilla, e se ti desti,
subito poggi sopra una pioggia
che dalle radici ridonda a le tue vesti.
Io lo sapevo. Una lucida e bionda
gravitร scintilla, dopo la pioggia,
ferma, umida sullโerba. O ti nascondi
oppure รจ sangue. A momenti
รจ rupe o รจ paesaggio.
Mesta una luce si salva
al margine dei sogni.
Incedere sulla siepe
brulla, eco arida
era dentro un raggio
che si ridesta.
OP I 67
***
Sur un rayon
Sur un rayon รฉtait la pluie.
Je ne sais pas dโautre douleur
et, puisque le vent vide
froid ne peut plus reconnaรฎtre soi-mรชme
ร travers mon corps sombre mince
de verre pur, maintenant je parle.
Je nโai rien contre les instants,
les derniers reflets qui perturbent
le calme de ton sourire
dans le sommeil sur le mur,
ultime errant visage tournรฉ
vers la fin accomplie de soi-mรชme. En deux distiques
รฉlรฉgants le crรฉpuscule tโentraรฎna dehors
sur la douceur qui รฉtait aux sommets.
Sโรฉcroulent lร -haut les couleurs. ร lโรฉcart
je ne sais quoi dโautre รฉtait prรจs de toi,
pris clairement de ton cรดtรฉ
sur la lรฉgรจretรฉ dรฉfaite des ruines.
Sopra un raggio era la pioggia
Sopra un raggio era la pioggia.
Non so che altro sia il dolore
e, perchรฉ il vento vuoto
freddo non puรฒ piรน riconoscere se stesso
dietro il corpo cupo fine
di puro vetro, ora sto a dire.
Non mi dispiace degli attimi,
degli ultimi riflessi che inquinano
la quiete del tuo sorriso
nel sonno sulla parete,
ultimo vagante volto alla sommitร
rivolto della fine di se stesso. In due distici
eleganti trasse te fuori il vespero
su la dolcezza che fu nelle sue cime.
Franano in alto i colori. In disparte
non so che altro era presso di te,
preso evidentemente dalla tua parte
su la lievitร smossa delle rovine.
OP I 109
***
Traduzioni dalla Rivista on-line โQuaderni di Villanucciaโ:
www.lorenzocalogero.it/rivista
Avare dans ta pensรฉe
Si, de diverses parts, les signes sous-entendus
deviennent ce que tu songes et ne sais
plus quelle douce courbe est rosรฉe une ligne
tendue, quelle vierge est pure et ferme ร lโinstant une รฉtoile
et, sans parcours, plus haut quโune pensรฉe
tu te penches au mรชme instant
qui brusquement se renouvelle
et te donna les nuditรฉs du songe,
lโรขme toujours รฉgale รฉtait sans mystรจre
ou lโรขme ร la racine tu peux la perdre
ou la nuditรฉ simple รฉtait un solo.
mais parce que de parts รฉgales loin elle divisa
fermes tes pensรฉes ne te secourent plus
sur tes fleurs dans la mรชme ariditรฉ qui ร lโinstant scintille elle fuse
et tu tโaperรงois que tu es plus seul.
Avare dans ta pensรฉe,
la mรชme substance aride tโenglue
seulement pour ton plaisir.โจEloignรฉes ceintes de choses
paraissent dรฉjร toutes les roses.
Avaro nel tuo pensiero
Se, da diverse parti, sottintesi i segni
divengono quel che sogni e non sai
piรน quale curva lena sia rosea una linea
tesa, quale vergine sia pura e ferma ora una stella
e, senza percorso, piรน sopra un pensiero
ti sporgi nella medesima ora
che improvvisa si rinnovella
e ti dette le nuditร del sogno,
lโanima sempre uguale era senza mistero
o lโanima puoi perdere alle radici
o la semplice nuditร era un assolo.
Ma perchรฉ da parti uguali erme divise
non piรน ti soccorrono fermi i tuoi pensieri
sopra i tuoi fiori nella medesima ariditร che ora scintilla essa balena
e ti accorgi di essere piรน solo.
Avaro nel tuo pensiero,
la stessa sostanza arida tโinvischia
solo per tuo diletto.
Erme cinte di cose
appaiono giร tutte le rose.
da Avaro nel tuo pensiero, inedito, 1955
traduzione JcV
***
โฆCe qui fut pleurรฉ
โฆ Ce qui fut pleurรฉ
tel en rosรฉe descend.
Le passager fiรฉvreux,
quiconque se trouve ร passer sโattarde en dรฉtours,
regarde lโimmensitรฉ au plus loin
et perรงoit des signes prรฉmonitoires
de lโindubitable puissance
de la sagesse divine
et, parcouru dโune pensรฉe soudaine,
il dรฉlace ses chaussures
et parcourt pieds nus en silence
le riant sentier,
ร la pensรฉe de la mort il incline
et il sent quโil goรปte en cet instant
un petit fragment de paix รฉternelle.
โฆCiรฒ che fu pianto
โฆCiรฒ che fu pianto
cosรฌ in rugiada cala.
Il trepido passeggero,
chiunque di lรฌ passi si dilunga e sโattarda,
guarda lโimmensitร remota
e scorge segni premonitori
dellโindubbia potenza
della saggezza divina
e, percorso da un subito pensiero,
si slaccia le scarpe
e percorre scalzo in silenzio
il ridente sentiero,
al pensiero della morte inclina
e sente di gustare in questโistante
un briciolo di eterna pace.
dai quaderni manoscritti del 1936, inedito
traduzione JcV
***
Cโรฉtaient roses dโhiver
Cโรฉtaient des roses dโhiver
pour toi mises de cรดtรฉ
que pour un petit ouragan
jโembellirai ce soir.
Autant que tu peux,
si les nuages sont dรฉmentiels,
je ne mettrai pas sens dessus dessous.
Un petit sous-cadre triste de fleurs cโรฉtait,
autant que moi je suis pour un silence pur
heureux de naufrager vers toi
ร prรฉsent dans le noir.
Erano rose dโinverno
Erano rose dโinverno
per te messe in disparte
che per un piccolo uragano
abbellirรฒ stasera.
Quanto puoi,
se le nuvole sono folli,
non metterรฒ a soqquadro.
Un piccolo quadro triste era di fiori,
quanto io sono per un silenzio puro
felice che naufraga verso di te
ora nel buio
da Avaro nel tuo pensiero, inedito, 1955
traduzione JcV
***
Au-dessus des murmures carrรฉs
Au-dessus des murmures carrรฉs,
de vague en vague, au-dessus dโun sommet ancien
perdu, en janvier, tes rรชves
sont aujourdโhui exigus.
De denses nuages apparaissent
et ce ne fut plus que rรชve,
une vanitรฉ qui doucement oscille
dans tes mains mesurรฉes.
Une saveur
elles avaient, de neige
qui tendrement, intรฉrieurement brille.
Sopra mormorii quadrati
Sopra mormorii quadrati,
di onda in onda, sopra una vetta antica
perduta, di gennaio, i tuoi sogni
sono oggi esigui.
Nubi dense appaiono
e non fu piรน che sogno,
una vanitร che lievemente oscilla
dentro le tue mani modiche.
Un sapore
esse avevano di neve
che teneramente, internamente brilla.
da Avaro nel tuo pensiero, 1955 โ inedito –
traduzione CIRCE
***
Au ralenti les mรชmes substances
Au ralenti les mรชmes substances
tu les vois. Ce nโest manquement de soleil
la lumiรจre qui fait dรฉfaut, le plein calme, le bois,
une goutte, une lumiรจre, une maison,
lโapparence chรฉrie de personnes mortes,
comme la saveur est solide, le fruit du citronnier
et dans un autre jour contigu ta frigide torpeur.
Au-dessus des os, sur les choses mรชme
est opaque assidรปment, en une fleur,
dรฉsert le battement du coeur.
A rilento le stesse sostanze
A rilento le stesse sostanze
vedi. Non รจ mancanza di sole
la luce che vien meno, la calma piena, il bosco,
una gocciola, una luce, una casa,
la cara sembianza di persone morte,
comโรจ solido il sapore, il frutto del limone
e in altro giorno attiguo il tuo gelido sopore.
Sopra le ossa, su le medesime cose
รจ opaco assiduo, in un fiore,
deserto il batticuore.
da Avaro nel tuo pensiero, 1955 โ inedito –
traduzione CIRCE
***
XI
Des pas, blancs, et le bord de mer
contigu. Une insolite paix de vivre
parmi les galets blancs. Un souvenir
pouvait sโรฉteindre dโune autre vie.
Je savais les rubans rรชveurs
et un silence glabre.
Mais un tourbillon secoue
et toi ร rebours lentement tu voyais
XI
Bianchi i passi e la marina
attigua. Unโinsolita quiete di vivere
fra i bianchi sassi. Poteva spegnersi
un ricordo di unโaltra vita.
Io sapevo i nastri sognanti
e un silenzio glabro.
Ma un turbine scuote
e tu a ritroso lentamente vedevi
dai quaderni manoscritti del โ57 โ inedito –
traduzione CIRCE
***
Si passible lโรฉcho aux frontiรจres
Si passible lโโรฉcho aux frontiรจres
รฉtait invisible signe et รฉtranger
incertain depuis toujours, moi aussi je passe
dans une lรฉgรจretรฉ ombreuse, charnue,
chantante rare de lignes.
Se passibile lโeco ai confini
Se passibile lโeco ai confini
era invisibile segno e straniero,
dubitato da sempre, passo anchโio
dentro una lievitร ombrosa, carnosa
canora rara di linee.
da Avaro nel tuo pensiero, 1955 โ inedito –
traduzione CIRCE
***
III
Cโรฉtait un grand matin penchรฉ
et hors de ton silence la loi.
Puis ils posaient des jeux, ou รฉtaient-ce
de grandes corolles dโarbres,
parce quโon se sentait plus pauvre.
Puis fut vrai un regard
et un mรฉditatif ร la fin pour les deux.
Jโignorais ce qui sโentrecroisait sur cette rampe
ou รฉtait-ce un et invisible, qui comme eau gรฉmit
toujours ร la tempe.
Je regardais de ton glabre cรดtรฉ.
III
Era una grande mattina china
e fuori del tuo silenzio la legge.
Poi ponevano giuochi o erano
grandi corolle dโalbero,
perchรฉ uno si sentiva piรน povero.
Poi fu vero uno sguardo
ed uno meditabondo alla fine in due.
Io non sapevo ciรฒ che si intersecava su questa ringhiera
o era uno ed invisibile che come acqua geme
sempre alla tempia.
Io guardavo sul tuo glabro lato.
dai quaderni manoscritti del โ57 โ inedito –
traduzione CIRCE
***
CLIV
ce disque qui mouille ร prรฉsent muet de lune
et tu calmais avec le sang la moindre ivresse,
รฉtait dโune aile
dont tu vois la lรฉgรจretรฉ tomber dans le rรชveโฆ
ร partir dโici ร prรฉsent lโon danse,
ร prรฉsent lโon rรชve.
CLIV
questo disco che ora irrora tacito di luna
e tu calmavi col sangue qualunque ebrezza,
era di unโala
la cui lievitร vedi cadere nel sogno โฆ.
a partire da qui ora si danza,
ora si sogna.
da Quaderni di Villa Nuccia, 1959-60
traduzione JcV
***
Je ne peux me dissuader
Je ne peux me dissuader moi aussi
si moi aussi je repense. Un passage lugubre
sur le corps, une comรจte cโรฉtaient
et pour que la joie ne soit pas toujours calme
tenue avec fougue, plus poreuse
quโun sommet dโair enflรฉ
qui coรปte trop, รงa ne pouvait plus รชtre.
Dedans une cage sur le pavรฉ je parle
et je dรฉnombre les heures de mon jour.
Je repeuple mon temps de ces ombres
lasses et je parle tout seul ou me corromps
dans un fragile groupe et dissimule,
parce que les veines enflรฉes de lโair
รฉtaient une porte visqueuse qui plus ne correspond
et, sauvรฉe lร -haut une fois encore,
รฉtait dโun autre sommet qui va plus haut
et ne varie pas.
Non posso dissuadermi anchโio
Non posso dissuadermi anchโio
se anchโio ripenso. Un passo lugubre
sul corpo, una cometa erano
e purchรฉ la gioia non sia sempre quieta
tenuta con furia, piรน porosa
di una vetta dโaria tumida
che costa troppo non poteva piรน essere.
Dentro una gabbia sul selciato parlo
e numero le ore del mio giorno.
Ripopolo il tempo mio con ombre
stanche e parlo da solo o mi corrompo
in un gruppo fragile e dissimulo,
perchรฉ le vene tumide dellโaria
erano una porta viscida che non piรน risponde
e, salvata in alto unโaltra volta,
era da unโaltra vetta che va piรน in alto
e che non varia.
da Avaro nel tuo pensiero, 1955 โ inedito –
traduzione CIRCE
***
Je me souviens ce qui รฉtait semblable ร la roue
Je me souviens ce qui รฉtait semblable ร la roue
et bien que non plus riche
tant dans ses rayons รฉtait lรฉgรจrement tremblรฉe,
รฉtait dรฉjร vraie une journรฉe timide
vulnรฉrable.
Etait vraie son opaque
humble origine.
Une fรชte
apparaissait dรฉjร dans une รฉtoile.
Ricordo cosa fosse simile alla ruota
Ricordo cosa fosse simile alla ruota
e sebbene non piรน ricca
quanto nei raggi suoi era lievemente smossa,
era giร vera una giornata timida
indifesa.
Era vera lโopaca
sua umile origene.
Una festa
appariva giร dentro una stella.
da Avaro nel tuo pensiero, 1955 โ inedito –
traduzione CIRCE
***
Si je me tourne et regarde
Si je me tourne et regarde autour
de moi ce nโรฉtait volontรฉ
de prรฉsage. Aussitรดt me plie,
timide ligne, un baiser de toi.
Une nouveautรฉ cโรฉtait, de rendre
ร la pleine lune que je cache
silence fait branches, enchevรชtrรฉes
profond, et, de branche
en branche, les feuilles dans les mains,
une pรขle joue
ou une paupiรจre dรฉjร รฉthรฉrรฉe
sur la pointe des doigts
qui timide se dรฉcolore.
Jโapprends ainsi
devant une faible lumiรจre penchรฉ
le faible dรฉclin du silence
de la vie.
Se guardo e mi volgo attorno
Se guardo e mi volgo attorno
non era volontร di prendere
presagio. Subito mi piega,
linea timida, un tuo bacio.
Una novitร era rendere
al plenilunio che nascondo
silenzio fatto rami, intricati
nel profondo, e, di ramo
in ramo, le foglie nelle mani,
una pallida guancia
o una palpebra giร lieve
sulla punta delle dita
che timida scolori.
Imparo cosรฌ
di fronte ad una fiavole luce chino
il fievole declino del silenzio
della vita.
da Come in dittici, 1956
traduzione JcV
***
Si mรชme je me tourne et reviens
Si mรชme je me tourne et reviens
en arriรจre je ne sais ร quel point elle รฉtait dรฉjร
ou รฉtait demain ou est-ce un รฉcheveau
de corps; et mรชme si la richesse
nโest pas la commotion du temps,
quelque chose dรฉjร reste, je vois formรฉs
les lieux nus des bois, les nombres
du temps, intenses les appels.
ร partir dโici ils parlent
dโune saison hors dโelle
ou de choses inertes et, de chose
en chose, est dรฉjร vraie lโorigine,
une image dโun vertige
dโune rรฉgion infรฉconde
dans lโhabituelle mort
qui la torture.
Je savais ร quel point รฉtaient assidus sur les prรฉs
les appels ; ร ces racines ils racontent
les silences, ondulantes les routes,
dans les mers, et, de toute maniรจre,
en un point รฉtait une marge
dโune berge creusรฉe dans les eaux,
un refuge si solitaire quโil naquit
un jour dans le repos de son corps fragile.
Distillent des gouttes ferventes les nues
restรฉes ร lโรฉcart ou arides
brillent sur des balustrades dโair,
oรน une vie tente une forme
qui en elle-mรชme variรฉe se verse.
Une fixe fumรฉe neigeuse
parfois sโinsinue, un lรฉger
disque laissรฉ derriรจre soi,
muet mรฉnisque du creux des mains,
sous terre. Non plus la brume
grise ne bat assidue ร la tempe
qui ne fait plus mal. Sur la terre,
entrant depuis une impalpable
masse, cโest lโhabituelle main
qui la renverse.
Se pure mi volgo e ritorno
Se pure mi volgo e ritorno
indietro non so quantโ ella giร era
o era domani o รจ un viluppo
di corpi; e purchรฉ la ricchezza
non รจ la commozione del tempo,
qualcosa giร resta, vedo formati
i luoghi nudi dei boschi, i numeri
del tempo, intensi i richiami.
A partire da qui parlano
di una stagione fuori di essa
o di cose inerti e, di cosa
in cosa, รจ giร vera lโorigine,
unโimmagine di una vertigine
di una stagione infeconda
della medesima morte
che la tormenta.
Sapevo quanto assidui erano sui prati
i richiami; a le radici essi narrano
i silenzi, ondulanti le vie,
dentro i mari, e, comunque,
in un punto era un margine
di un argine scavato dentro acque,
un rifugio cosรฌ solitario che nacque
un diโ nel riposo del corpo suo fragile.
Stillano gocciole fervide nuvole
rimaste in disparte o aride
brillano su balaustrate dโaria,
dove una vita tenta una forma
che in se stessa varia si versa.
Un fermo fumo niveo
a volte subentra, un fievole
disco lasciato alle spalle,
tacito menisco dal cavo delle mani,
sotterra. Non piรน la nebbia
grigia batte assidua alla tempia
che non piรน duole. Sulla terra,
entrata da impalpabile
mole, รจ la medesima mano
che la rovescia.
da Come in dittici, 1956
traduzione JcV
***
IX
Peut-รชtre de turgides rameaux
et non de ceux-lร la brune
haie รฉtait-elle amaigrie et en sรจches bandes passaient
les enfants avant que leur poids
rendu lรฉger nโรฉclaircisse le rayon de la lune;
Mais oui, le creux hรฉmistiche, et puis les paroles
venaient comme des anges,
dans le val, en cohortes.
Et il ne passe plus dโeux une parole brune.
IX
Forse da turgidi rami
e non da quelli la bruma
siepe era sparuta e passavano a schiere
arse i monelli prima che il loro peso
reso leggero rischiari il raggio della luna.
Ma sรฌ, il cavo emistichio, poi le parole
venivano come angeli,
nella valle, schierati.
E non passa piรน una loro parola bruna.
da Quaderni di Villa Nuccia, 1959-60
traduzione JcV
***
Lโimage (est languissante)
Lโimage (est languissante)
renversรฉe repose. Laissรฉe derriรจre
telle un demi-sommeil elle se remรฉmore
au-dessus des eaux et la surface contigรผe
est monotone et rรฉsonne.
Des cimes vers des cibles nouvelles
une ville resplendit et recueille
apaisรฉe, non plus toi seule. Une autre rive,
รฉcho endormi, รฉtait comme neige.
Le souffle รฉtait prรจs dโune joie.
Cโรฉtait une joie aprรจs lโautre, dโun lieu ร lโautre venue.
Se dรฉtache devant tes yeux,
lointaine, une lune non nouvelle.
Non plus heureuse (un philtre dโamour
de rayons se dรฉverse) รฉtait-elle comme dans un chas
dans un de tes jours de fรชtes, un jour ร toi, cโรฉtait
venu comme une chance.
Lโimmagine (รจ languida)
Lโimmagine (รจ languida)
resupina riposa. Lasciata indietro
quale dormiveglia รจ memore
sulle acque e lโattigua superficie
รจ monotona e risuona.
Da monti a mete nuove
una cittร risplende e raccoglie
quieta non te piรบ sola. Unโaltra sponda,
eco dormente, era come neve.
Lโalito era accanto a una gioia.
Una gioia era dopo lโaltra, da un luogo allโaltro giunta.
Si staglia ai tuoi occhi,
remota, una luna non nuova.
Non piรบ lieta (un filtro amoroso
di raggi si versa) era quanto dentro una cruna
in un tuo dรญ di festa, un tuo giorno, era
giunto come la fortuna.
da Sogno piรน non ricordo –
traduzione CIRCE
***
Si je me tourne et regarde
Si je me tourne et regarde autour
de moi ce nโรฉtait volontรฉ
de prรฉsage. Aussitรดt me plie,
timide ligne, un baiser de toi.
Une nouveautรฉ cโรฉtait, de rendre
ร la pleine lune que je cache
silence fait branches, enchevรชtrรฉes
profond, et, de branche
en branche, les feuilles dans les mains,
une pรขle joue
ou une paupiรจre dรฉjร รฉthรฉrรฉe
sur la pointe des doigts
qui timide se dรฉcolore.
Jโapprends ainsi
devant une faible lumiรจre penchรฉ
le faible dรฉclin du silence
de la vie.
Se guardo e mi volgo attorno
Se guardo e mi volgo attorno
non era volontร di prendere
presagio. Subito mi piega,
linea timida, un tuo bacio.
Una novitร era rendere
al plenilunio che nascondo
silenzio fatto rami, intricati
nel profondo, e, di ramo
in ramo, le foglie nelle mani,
una pallida guancia
o una palpebra giร lieve
sulla punta delle dita
che timida scolori.
Imparo cosรฌ
di fronte ad una fievole luce chino
il fievole declino del silenzio
della vita.
da Come in Dittici, 1954 โ 56
traduzione J.C.V.
***
Glaciales apparences
Glaciales apparences, je connais la vie รขcre
des signes. Lโespace nโest pas fini.
Je me corromps. Je ne sais pas lโaurore tel le voleur
du temps rapide sans issue. Est murmure
son sommeil ร une rรฉponse au plus haut
dโune tombe cachรฉe qui te transporte,
et, de transport en transport, cโest le son
de lโรชtre heureux, joie non limpide
calme dans son fond. Et si dans son voile
un corps sans poids est vu un pas derriรจre,
triste je te rรฉclame. Les ciels
sont abรฎmรฉs, apparus parmi un rayon.
Dans lโรฎle qui les contient
est une hirondelle heureuse.
Gelide parvenze
Gelide parvenze, la vita acre dei segni
conosco. Non รจ finito lo spazio.
Io mi corrompo. Non so lโaurora quale il ladro
del tempo rapido senza scampo. ร murmure
il suo sonno a una risposta a sommo
di una tomba nascosta che ti trasporta,
e, di trasporto in trasporto, รจ il suono
dellโessere felice, gioia non tersa
calma nel suo fondo. E se nel suo velo
un corpo dietro un passo senza peso
vede, triste io ti domando. I cieli
sono sciupati, emersi dentro un raggio.
Nellโisola che li contiene
รจ una rondine felice.
da Come in Dittici, 1954 โ 56
traduzione CIRCE
***
Robes, chapeaux flottant au vent
Robes, chapeaux flottant au vent
et gants elles portent, et le souffle
dโune chanson qui bat sur le front
et lโรฉclat adouci des yeux
retient ; et si les vents
sont sans frontiรจres, voici,
sur les tuiles rouges, se montrent
lรฉgรจres les muses ; et cimes
et ville rรชvรฉe demeurent avec joie,
ร prรฉsent que verse lโhuile
dโune vaine lampe une vaine jeune fille;
et les pays perdus du temps
en une lumiรจre qui les estompe gรฉmissent
en une vaine poursuite.
Abiti, svolazzanti cappelli
Abiti, svolazzanti cappelli
e guanti portano e lโalito
di una canzone che batte in fronte
e il mesto bagliore degli occhi
trattiene; e se i venti
sono senza confine, ecco,
sulle tegole rosse, appaiono
leggere le muse; e cime
e cittร fantastica stanno con gioia,
ora che olio versa
da una vana lucerna una vana fanciulla
e paesi persi del tempo
in una luce che li smorza gemono
in una vana rincorsa.
da Ma Questoโฆ
traduzione CIRCE
***
Si pour peu jโentends
Si pour peu jโentends et enlรจve ร la voix
ne me reste quโune image
pour finir. Ce fut jaillissement
tranquille ta vie comme une eau,
aussi proche sa mince explication.
Le taciturne lent dรฉroulement des saisons
te va bien. Jโignore en quel artefact
rarรฉfiรฉ mouvement des monts ou ร peu prรจs semblable
humble รฉtait fait aux origines. Pouvaient pourtant
se dรฉvelopper en silence, une migration
glaciale, un pur espace
en pures pauses dโombres.
Egale enfle et rรฉsonne la brise
et rรฉpond. Le matin sur la colline inclรฉmente
รฉtait la cause des songes.
Se per poco odo
Se per poco odo e tolgo a la voce
non mi resta che unโimmagine
per finire. Fu scaturigine
quieta la tua vita come acqua,
cosรญ partecipe esigua la spiegazione.
Il taciturno lento svolgersi delle stagioni
ti si addice. Non so in quale artefatto
rarefatto moto dei monti o pressochรฉ simile
umile era fatto alle origini. Pure potevano
svilupparsi il silenzio, una migrazione
gelida, un puro spazio
in pure pause di ombre.
Uguale lievita e riecheggia la brezza
e risponde. Il mattino sul colle inclemente
era la causa dei sogni.
da Ma Questoโฆ
traduzione J.C.V.
***
27 juin 1936
Jโai fait un mauvais rรชve cette nuit.
Jโavais lโimpression quโune forรชt
piquetรฉe de lacs mโenvahissait.
Des enfants plaintifs, tremblants,
jouaient sur mon oreiller.
27 giugno 1936
Ho fatto un brutto sogno stanotte.
Mi pareva che una foresta
perlata di laghi mโinvadesse.
Tremuli queruli fanciulli
giocavano sul mio guanciale.
Lorenzo Calogero, dai quaderni del 1936 โ inedito –
traduzione CIRCE
***
Je vois des anges vagabonds
Je vois des anges vagabonds et une clartรฉ lunaire.
Sโimmerge une marรฉe et deviennent grappes
les sons sur les couleurs. Resplendissante
court lโhaleine dans le vol assidu. Ferme,
restรฉe en arriรจre, lente รฉtait lโorigine
de la lumiรจre tacite et, si je retiens,
en un doigt, ton mouvement rendu vivant
et visuel ร lโintรฉrieur dโun cercle dโimmobile
splendeur, je retiens aussi mon souffle
sur la vaine surface, restaurรฉe, qui me reste.
Informes les morts entendent. Nuages
sont รงร et lร รฉtendus; ils ont envahi
de lโarc du tremblant horizon ร lโรฉcart
son impรฉtueux immense rond.
Vedo angeli vaganti
Vedo angeli vaganti e una chiaritร lunare.
Sโimmerge una marea e sono grappoli
i suoni sui colori. Splendente
corre lโalito nel volo assiduo. Ferma,
rimasta indietro, lenta era lโorigine
della luce tacita e, se trattengo,
in un dito, il tuo moto reso vivo
e visivo dentro un cerchio di immobile
splendore, trattengo anche il mio respiro
sulla vana superficie, resa desta, che mi resta.
Informi i morti odono. Nuvole
sono qua e lร distese: hanno invaso
dellโarco del discosto tremulo orizzonte
il suo impetuoso immenso giro.
Lorenzo Calogero, da Sogno piรน non ricordo, 1956 โ 58
traduzione CIRCE
***
Tout รฉtait calme solaire
Je me souviens des temps passรฉs, antiques.
Tout รฉtait accueilli dans le calme
taciturne lent dรฉroulement des saisons,
dans le rรฉgulier solaire cycle du jour.
Tout se mouvait lent et tranquille
presque sans raison.
Jโรฉcoutais la voix premiรจre des bergers
aux confins des temps solitaires,
tant que ne me la reprenait pas
la voix impรฉtueuse du vent.
Je marchais par de riants rรฉveillรฉs sentiers.
Lร sโarrรชtait la premiรจre
de mes juvรฉniles espรฉrances.
Dans ce soleil clos
se mouvaient mes premiers pas.
Le cri des passions
nโรฉtait pas encore solitaire entrรฉ
dans le creux des veines me secouer.
Tout รฉtait calme solaire
comme un jour ouvert.
Tutto era calmo solare
Io mi ricordo dei tempi passati, antichi.
Tutto era accolto nel calmo
taciturno lento svolgersi delle stagioni,
nel regolare solare ciclo del giorno.
Tutto si muoveva lento quieto,
quasi senza un perchรฉ.
Ascoltavo la prima voce dei pastori
al limite dei tempi solitari,
finchรฉ non me la ritoglieva
la voce impetuosa del vento.
Camminavo per ridesti ridenti sentieri.
Lร si fermava la prima
mia giovanile speranza.
Dentro quel chiuso sole
si muovevano i miei primi passi.
Lโurlo delle passioni
non era ancora solitario entrato
nel cavo delle vene a scuotermi
Tutto era calmo solare
come un giorno aperto.Soprattutto negli anni Cinquanta, Calogero era solito alternare, nei suoi quaderni di scolaro in cui scriveva di tutto con una penna non stilografica ma con una semplice asticella dotata di pennino, poesie e prose in una sorta di diario perpetuo. Si tratta di una prosa interessante. Amelia Rosselli, che ne รจ estimatrice, lโapprezza per la sua complessitร . Complessitร che ha la stessa radice della poesia, perchรฉ Calogero รจ sempre al di qua della poesia, al di qua della prosa: voglio dire che in lui segno e senso non coincidono. Un uguale complessitร era in Lautrรฉamont e Artaud; come Artaud e Lautrรฉamont anche Calogero doveva essere convinto che sarebbe venuto il tempo della poesia fatta da tutti; come Artaud e Lautrรฉamont, anche Calogero preferiva viverla la poesia prima di farla.
Lโeventuale sua pubblicazione e pubblicitร era sempre un di piรน per questโuomo estremamente felice sino a quando glielo hanno consentito. In ogni modo prima di arrivare ad una stesura definitiva, egli impiegava diverse stesure e, anche in quella definitiva, si accaniva ad inseguire lโimpossibile aver luogo del linguaggio. Con questi presupposti รจ inutile bussare alle porte di Einaudi, Mondadori, Rizzoli o Garzanti. Nessuno di loro โ e per loro gli addetti โ rischierร mai sul nome di Calogero. Se qualcosa verrร , bisogna attendere qualche Editore francese o inglese.
Solo a costoro ci si poteva rivolgere perchรฉ in questi Paesi non sono esistiti Petrarca, Bembo, Monti e Dโannunzio, Soffici e Papini. Siamo in grado di fornire un saggio di una lettera di Calogero a uno degli addetti ai lavori per le ยซgrandiยป Editrici italiane, sicuramente Vittorio Sereni, persona, tra lโaltro, umanissima. Si tratta di una lettera che รจ, in sostanza, il suo manifesto e la sua poetica. Noi ne riproduciamo solo una parte:
LORENZO CALOGERO NELLA TRADUZIONE DI STEFANIE GOLISCH
La traduzione, preceduta da un saggio introduttivo sulla figura e lโopera del poeta, รจ apparsa nella rivista Kalliope, Zeitschrift fรผr Kunst und Literatur, Heft IV/2008.
Im Zeichen extremer Spannungen vollzieht sich das Leben des italienischen Dichters und Arztes Lorenzo Calogero ( 1910-1961). Als es ihm im Mรคrz 1961 in einem dritten Versuch gelingt, seinem Leben ein Ende zu setzen, haben sich seine Krรคfte lรคngst erschรถpft. Zu groร sind die kรถrperlichen und seelischen Belastungen geworden, um ihnen lรคnger stand zu halten. Calogero hat sich in seinem Lebenskampf, der um zwei groรe Themen, die Liebe und die Poesie, kreist, verausgabt und hat am Ende verloren.
Lorenzo Calogero โ Poesie (Gedichte)
Eisige Erscheinungen
Eisige Erscheinungen, das herbe Leben der Zeichen
kenne ich. Nicht endlich ist der Raum.
Ich lasse mich tรคuschen. Ich weiร die Morgenrรถte nicht,
den Zeitdieb, rasch, ausweglos. Ein Murmeln
ist sein Schlaf auf eine Antwort auf der Hรถhe eines
verborgenen Grabes, deinem Wegweiser
und, von Wegweiser zu Wegweiser, ist es das Gerรคusch
glรผcklicher Wesen, unreiner Freude
ruhig an ihrem Grund. Und wenn sie in ihrem Schleier
einen Leib hinter sich sieht, einen schwerelosen Schritt,
frage ich dich traurig. Die verbrauchten Himmel
tauchen auf in einem Strahl.
In der sie bergenden Insel
ist eine glรผckliche Schwalbe.
Gelide parvenze
Gelide parvenze, la vita acre dei segni
conosco. Non รจ finito lo spazio.
Io mi corrompo. Non so lโaurora quale il ladro
del tempo rapido senza scampo. ร murmure
il suo sonno a una risposta a sommo
di una tomba nascosta che ti trasporta,
e, di trasporto in trasporto, รจ il suono
dellโessere felice, gioia non tersa
calma nel suo fondo. E se nel suo velo
un corpo dietro un passo senza peso
vede, triste io ti domando. I cieli
sono sciupati, emersi dentro un raggio.
Nellโisola che li contiene
รจ una rondine felice.
***
Engel des Morgens
Engel des Morgens,
weckโ mich wieder fรผr die neue
schimmernde Frรผhe, die den Himmel
rรถtet oder zerreiรt.
Ich bin ein seltsamer Bettler
um Liebe und Worte,
ein einsamer Wanderer
gegen das Licht- und Sonnenland.
Tragโ mir dein Glรคnzen zu,
wandernder Engel,
in deinem unendlichen Glรคnzen
deinen wissenden Gebรคrden,
und lass mich wachsen im Wunderbaren,
das du in den schwarzen Augen
ewiger Rรคtsel sammelst
und unter Wimpernbรถgen verbirgst.
Lass mich wissen, was du weiรt
wie dein Mund sich spiegelt;.
wandelbar ist in meinem verbitterten Herzen
eine Musik, eine magische Gestalt unterm prasselnden Regen.
Angelo della mattina
Angelo della mattina
risvegliami ancora
per la nuova fulgente aurora
che sโarrossa sullโorizzonte o sโincrina.
Io sono uno strano mendicante
che chiede amore e parole,
sono un solitario emigrante
verso le terre della luce e del sole.
Vienimi coi tuoi fulgori,
angelo che non ristai,
coi tuoi infiniti fulgori
colle movenze che tu sai,
e crescimi delle meraviglie,
di quanto raccogli negli occhi neri,
degli infiniti misteri
che tu celi dentro lโarco dei cigli.
Fammi conoscere ciรฒ che tu conosci
i riflessi della tua bocca chiara;
mutevolmente nel mio cuore giร amara
รจ una musica una magica forma, in una pioggia che scrosci.
***
Liebesbriefe
Den Himmeln, Winden, Meeren
allen verflieรenden Formen des Universums
schickte ich Liebesbriefe.
Sie antworteten mir
mit taufeuchter
Langsamkeit der Liebe,
und ich legte mich
auf ihren versengten Gipfelzacken
nieder wie auf einen Windwald.
Vom Ozean kam mir ein Sohn zur Welt.
Lettere dโamore
Mandai lettere dโamore
ai cieli, ai venti, ai mari,
a tutte le dilagate
forme dellโuniverso.
Essi mi risposero
in una rugiadosa
lentezza dโamore
per cui riposai
su le arse cime frastagliate loro
come su una selva di vento.
Mi nacque un figlio dellโoceano.
***
Das Werk
Das Werk
fรคllt niemals
zerbricht nicht,
ist ewig.
Froh oder traurig
begeistert und vielgestaltig,
unwandelbar vor den
Schlรคgen der Zeit,
bezeugt es
eine unsterbliche Zeit.
Unbewegt seine nackte Stirn,
fest unter den Sonnenstrahlen,
die es zwischen den reglosen
Daumen des Universums vergoldet.
Dann und wann stieben Funken
von ihm, die das braune Haar
der Schulkinder vergoldet
und ihren Schlaf
zu erster Begeisterung weckt.
Lโopera
Lโopera
non cade mai,
non si frantuma,
rimane eterna.
Gioiosa o mesta,
entusiasta e molteplice,
rimanendo immutata
ai colpi del tempo,
รจ testimone
di un tempo immortale.
La sua nuda fronte
rimane ferma, soda
sotto i raggi del sole che lโindora
fra i pollici fissi dellโuniverso.
Da essa a volte cadono scintille
che indorano la bruna chioma
dei fanciulli che vanno a scuola
svegliandoli dal letargo
nel primo entusiasmo.
***
Kleider, flatternde Hรผte
Kleider, flatternde Hรผte
und Handschuhe tragen sie und den Hauch
eines Liedes, der an die Stirn schlรคgt,
und das traurige Schimmern der Augen
zurรผckhรคlt; und sind die Winde
grenzenlos, dann erscheinen
auf roten Dachpfannen leichtfรผรig
die Musen; und Freude erfรผllt die Gipfel
und die phantastische Stadt
nun, wo รl aus einer vergeblichen Lampe tropft,
einem vergeblichen Mรคdchen
und zeitverlorene Orte
in einem sie dรคmpfenden Lichte stรถhnen,
in einem vergeblichen Anlauf.
Abiti, svolazzanti cappelli
Abiti, svolazzanti cappelli
e guanti portano e lโalito
di una canzone che batte in fronte
e il mesto bagliore degli occhi
trattiene; e se i venti
sono senza confine, ecco,
sulle tegole rosse, appaiono
leggere le muse; e cime
e cittร fantastica stanno con gioia,
ora che olio versa
da una vana lucerna una vana fanciulla
e paesi persi del tempo
in una luce che li smorza gemono
in una vana rincorsa.
***
Schau zur Seite
Schau zur Seite. Der gelbe Sockel
klingt nicht mehr. Erbitterter
das nicht mehr junge Gerรคusch.
Nutzlos ist รผberm Gras nun die Erinnerung,
bemalter Grabstein aus Kristall.
Nicht langsamer flieรt von hier
volltรถnend der Ursprung,
mit lauter Stimme oder der Gipfel,
und es entblรคttern sich die Hyazinthen,
Du kommst! Die rasche Stunde,
sternfรถrmiger Duft, diese kleinen
Ideen wie ein Talisman
in Inseln und alle Notwendigkeiten
fallen.
Eine Flรถte fault
am schwachen Jahresende
das Lachen der Brust im unersรคttlichen Flรผgel
zum jรคhen trocknen Gestank der Zeit
der flachen Luft.
Gestern wie heute waren sie mรผde und
Keuchten, und im verstreuten Gesicht,
trocken und verwirrt, das leichte
stille Ende eines anderen Tages.
Guarda a lato
Guarda a lato. Non piรน risuona
il plinto giallo. Sโinacerba
il rumore non piรน giovane.
Non giova piรน sullโerba la memore
dipinta lapide di cristallo.
A partire da qui non piรน lenta
sonora scorre lโorigine
ad alta voce o la cima
e si sfogliano i giacinti.
Tu giungi! Lโora veloce,
lโodore a stella, queste piccole
idee come un talismano
nelle isole e lo stretto necessario
cadono.
Marcisce un flauto
alla fine debole di un anno,
il riso del seno nellโala vorace
al brusco secco tonfo del tempo
dellโaria abbassata.
Ieri come oggi sonnolente
anella erano e, nel viso sparso
secco confuso, la fine aerea
ferma di unโaltra giornata.
***
Du hรถrtest die Weiรe
Du hรถrtest die Weiรe, nun siehst du sie. Nicht mehr!
Rรคtselhaft fielen sie beide
als zeigten die Sonnen
ihre braunen Gesichter. Und mรคnnlich,
wie am Grund klares Wasser,
entreiรt sie sich dir in den Tiefen ihrer selbst,
vor dir verberge ich mich. Vergeblich streifte
ein Kleid dein ungewisses Leben, eine teure Freude
in der Dichte,
nackte Stimme ein Fels.
Grรผne Iris verkauft
eine Wolke dem Frรผhling im Nu
und flieht
im nahenden Sturm.
Die Hรคrten, die der Bach verschloss,
waren ein teurer Chor der ewig
geรถffneten Zeichen, ein zarter keuscher Gesang
der Pappeln leewรคrts des Finken.
Se bianco udivi
Se bianco udivi ora vedi. Non piรน!
Misteriosamente due a due
caddero come si volsero bruni volti
i soli. E virilmente
come giรน e giรน acqua limpida
nel fondo da se stessa si strappa
da te io mi nascondo. Lambiva
la tua vita incerta una veste
inutilmente, una cara gioia nel folto
nuda voce uno scoglio.
Verdi iridi vende in un soffio
una nube a primavera
su una tempesta subitamente
rapida partendo.
***
Zwischen dir und mir
Zwischen dir und mir bleibt heutโ Abend
ein Zwiegesprรคch wie dieser
braune Engel, seitlich im Halbschlaf
ruhend. Ich frage dich nicht
dies oder jenes und nicht, wie
aus der Mutter Trรคnen nรคchtens
dein Weinen erwacht.
Wenn du dich quรคlst,
ist Efeu nicht Frรผhe oder fรคrbt sich.
Ein Veilchen, verschleiert oder schmerzend
und es wiegt sich die duftende Wolke
am glรคnzenden Horizont aus Reif.
Das bleibt von vergeblicher Hoffnung
oder flieht rasch
oder ereignet sich in aller Stille.
Die fleischigen Segel, die Nebelvliese
gestirnte Ursprรผnge, Angreifer der Luft,
geschwollene Venen der Wege, die Stunden.
Kein Echo hallt
zwei Mal in den Felsen, auf dieser
Wiese, wo Rot ist und von Rot zu Rot,
vergeblicher der blasse Samt
bald rosa, bald aufgewรผhlt.
Man spricht weder traurig noch heiter;
frรผh ist es oder spรคt, denn nah und freundlich
erwacht im Reiรen des zarten Halms
neben mir traurig dein Abend, zรคrtlich
frage ich dich.
Rimane fra me e te
Rimane fra me e te questa sera
un dialogo come questo angelo
a volte bruno in dormiveglia
sul fianco. Non ti domando
nรฉ questo o quello, nรฉ come
da materne lacrime si risveglia
di notte il tuo pianto.
Se i tormenti sono tristi,
lโedera non รจ mattina o si colora.
Si vela o duole una viola
e dondola nube odorosa
su lโorizzonte lucida di brina.
Ecco quanto di tanta vana speranza resta
o fugge rapida o semplicemente,
silentemente accade.
I carnosi veli, i velli di bruma,
le origini stellate assalgono lโaria,
le tumide vene delle vie le ore.
Non lโeco rimbalza
due volte sulle rocce, su questo
prato, ove sono rosse, e, di rosso
in rosso, รจ vano il pallido velluto
ora rosa ora smosso.
Non si parla nรฉ triste nรฉ lieto;
e presto o tardi, perchรฉ a fior di labbro
gentilmente nel filo tenue dellโerba
tristemente lacerando si risveglia
la tua sera accanto, dolcemente
io ti domando.
***
Senkrecht in der Leere
Senkrecht in der Leere
Spuren waren es, Grenzen, und auf dieser Seite
der Wind, auf Wiesen wo man nichts hรถrt,
dessen ich mich nicht entsinne;
und weiรt du, wie lรคstig ein Zweig war,
und er leitet mich und scheidet mich von
der Luft, die ich nicht liebe. Eine verhรผllte
Gegenwart des Seins erkenne ich nicht mehr,
die Gewohnheit des Wachsens und nicht genug:
wenn ich stehen bleibe, war schon ein Atemhauch
zu viel und der Rest. Gewunden und wach
zerrรผttet mich das vergebliche Atmen der Bรคume
in ihrer mannigfaltigen Sรผรe.
Eine Glรคtte die im Raum erscheint,
erleidet die Leere, die Unordnung, das Sinken
des sterbenden Alters. Ein Atem aufersteht aus Tau.
Die selbstverstรคndlichen Rufe, ein Atemholen
eine Einsamkeit hรถren sie schon.
In einem Nebel wie diesem, soviel weiร ich
nun, ist deine Gegenwart
aus der Gnade gefallen
wie das Leiden aus dem Wachen
seines Flugs.
Perpendicolarmente a vuoto
Perpendicolarmente a vuoto
tracce erano, limiti, e da questa parte
il vento, in prati ove non si odono
cose di cui non mi ricordo;
e sai quanto noioso un ramo
era e mi guida e dallโaria
mi divide che non amo. Piรน non riconosco
una larvata presenza di essere,
unโusanza di crescere e non basta:
se mi soffermo un poco un soffio
era giร troppo e il resto. Sinuoso
e sveglio un vano respiro dโalbero
corrompe me pure in una dolcezza varia.
Una levigatezza che apparve nello spazio
soffre il vuoto, il disordine, il discendere
dellโetร morente. Un alito ricrebbe nella guazza.
I sottintesi richiami un respiro dโaria,
una solitudine giร odono.
Nella nebbia, per quanto so
ora, come in questa, รจ partita
la tua presenza dalla grazia
come la sofferenza dalla veglia
del suo volo.
testo tratto da
***
Winterrosen waren es
Winterrosen waren es,
aufgehoben fรผr dich,
einen kleinen Orkan
schmรผcke ich heute Abend aus.
Was immer du auch tust,
wenn die Wolken rasen,
werde ich keine Unordnung stiften.
Ein kleines trauriges Blumenbild,
doch ich bin fรผr die reine Stille,
die glรผcklich dir zu scheitert
jetzt, wenn es finster wird.
Erano rose dโinverno
Erano rose dโinverno
per te messe in disparte
che per un piccolo uragano
abbellirรฒ stasera.
Quanto puoi
se le nuvole sono folli,
non metterรฒ a soqquadro.
Un piccolo quadro triste era di fiori,
quanto io sono per un silenzio puro
felice che naufraga verso di te
ora nel buio.
da unโinedito di โAvaro nel tuo pensieroโ, traduzione di Stefanie Golische.
Einleitung zu Worte der Zeit (Siena, Maia,1956)
(traduzione della premessa che Calogero scrisse per la pubblicazione di Parole del tempo, disponibile in italiano in questo sito nella sezione dedicata alla prosa, ndr)
Die Publikation dieser Verse, die vor vielen Jahren geschrieben wurden, legt Zeugnis ab von dem, was andere und bedeutendere Dichter bereits รผber die Lyrik gesagt haben, dass nรคmlich alles, was mittels des Wortes ausgedrรผckt werden kann, lediglich einen begrenzten Wert hat, wenn man es am Leben selbst misst. Absoluten Wert hat das Wort lediglich in seinem eigenen Bereich, wo seine Auรerordentlichkeit wiederum nur in begrenztem Umfang begriffen werden darf, da wir mit Sicherheit annehmen kรถnnen (ich glaube nicht, dass man beim derzeitigen Stand der Definition des Lebens im Allgemeinen und des Ausdrucks im Besonderen, dagegen etwas einwenden kann), dass das Wort im absolutesten Sinne, den man sich vorstellen kann, in seinem originรคren Sinne, an seinem Ursprung also, bereits integrativer Bestandteil des Lebens ist; deshalb ist alles, was mittels des Wortes ausdrรผckt werden kann und nicht dem Originรคren und dem Ursprung des Ausdrucks geschuldet ist, nur ein begrenzter Wert und nicht zuletzt auch dem Leben selbst gegenรผber.Und sollte jene Vorstellung von Dichtung, welche die Zeugnisse anderer und bedeutenderer Dichter zum Ausgangspunkt nimmt, nicht ausreichen, um die Publikation der Jugendgedichte eines nicht mehr jungen Autors zu rechtfertigen, so lasse ich mir eine รberlegung zu Hilfe kommen, die, lebendig und reich an Bedeutungen, den Wert des โZeugnissesโ an sich zum Gegenstand hat. Ginge es um Erkenntnis allein, verlรถre die Sache, beziehungsweise deren Begrรผndung, unverzรผglich an Wert, wenn sie das Bewusstsein streiften, wo die Begrรผndung und die Sache selbst keine andere Begrรผndung enthalten und keine andere Sache, die kontinuierlich ins Unendliche verweist. Es bliebe dann keine noch so vage Spur eines unendlichen Verweises, es sei denn der philologische Wunsch, sich in die verborgenen Bedeutungen eines einfachen Wortes zu versenken. Doch wenn auch dies nur Material rein doktrinรคrer Philosophie wรคre, so kรถnnte eine weitere Begrรผndung โ wie bereits ausgefรผhrt โ darin bestehen, die Dichtung in ihrer Funktion fรผr das Wort beziehungsweise das Ausdrucksmittel zu betrachten. Der oben angedeutete Wert des Zeugnisses wรคre dann ein Vorwand fรผr eine weiterfรผhrende Betrachtung oder nur eine Art Fรผgung.Doch zu den Aufgaben einer Einleitung zurรผckkehrend, in deren Rahmen, so glaube ich, die einfachsten Elemente einer Doktrin unmittelbar einsichtig sind, werde ich mich auf das Allernotwendigste beschrรคnken und deshalb damit beginnen, die Tatsache zu unterstreichen, dass die Gedichte der vorliegenden Sammlung eine Welt zu verwirklichen versucht, die zumindest aus meiner Zeit entschwunden ist, genauer gesagt, die literarische Welt meiner Jugend. An sie zu erinnern schmรคlert keineswegs die neuen Werte, mรถgen sie auch ganz und gar persรถnlicher Natur sein, im Gegenteil wird ihnen dadurch die Lebendigkeit von etwas verliehen, das nicht mehr ist und das in doktrinรคren Elementen zu suchen wรคre, die einer langen Erรถrterung bedรผrften, die an dieser Stelle unmรถglich ist, da sie den Rahmen einer einfachen Einleitung bei Weitem sprengte.Ich mรถchte jedoch sogleich klar stellen, dass ich an keinen komplexen, oder sogar kompletten Wert des Lebens zu denken vermag, der nicht von Lichte der Vergangenheit erhellt wรคre. Nicht die gesamte Vergangenheit hat das Recht, im Rahmen der neuen und aktuellen Werte erinnert zu werden, doch das Beste, unsere eigene Person und die Menschheit im allgemeinen betreffend, bliebe gewiss steril und unproduktiv, setzte sie sich nicht mit den bedeutendsten oder zumindest relativ bedeutenden Werten der Vergangenheit auseinander. Man kรถnnte meinen Ausfรผhrungen, die einigermaรen vage und sozusagen historisch angesetzt haben, mรถglicherweise eine gewisse Arroganz unterstellen, hรคtte ich nicht ausdrรผcklich die Dichtung an sich und als einzige Kategorie im Blick, eingedenk der Begrenzungen gleichwohl, innerhalb derer das Wort รผber eine Bedeutung verfรผgt, ja, wenn mรถglich, universell ist (Universalitรคt, welche man auf gar keinen Fall und um keinen Preis jemand anderem aufzwingen wรผrde). Versuchte man all dies jemandem aufzudrรคngen, so bedeutete dies allein, dass man zu einer Konzeption von suggestiver Groรartigkeit gelangen wollte, wenngleich man doch lediglich im rein Individuellen begann. So trete ich also vom Anspruch des Doktrinรคren, auch wenn er im Rahmen meiner Ausfรผhrungen bisweilen als Idee auftaucht, zurรผck und kehre zu den bescheideneren Aufgaben zurรผck, รผber die nun einiges versuchen werde zu sagen. Keinesfalls werde ich indes behaupten, dass die hier vorgestellten Gedichte die beste Tradition meiner Vergangenheit reprรคsentieren (diesbezรผglich hege ich sogar erhebliche Zweifel). Doch wie jedermann weiร, neigt die Darstellung der Voraussetzungen stets dazu, ihren Gegenstand entweder zu รผberhรถhen oder ihm gar auszuweichen.Auf der anderen Seite kรถnnte ich sagen, dass es, auch ohne auf die geistige Entwicklungsfรคhigkeit des Ausdrucks einzugehen, ein System des Ausdrucks gibt, dass unbekannt ist, bevor es sich nicht selbst realisiert und im Grunde diejenige Art und Weise reprรคsentiert, auf die man zu einer gleichwohl begrenzten Wahrheit gelangt. Und einzig in Funktion dieser besonderen und einzigartigen Wahrheit, die in nichts anderem besteht als in wenigen Worten, die Teil einiger weniger Gedichte sind, ist der Sinn der Verรถffentlichung dieser Gedichte auszumachen.Mir ist bewusst, dass die meisten Gedichte es nicht wert wรคren, einzeln publiziert zu werden, da sie nur als umrahmende Elemente jener weniger bedeutsamer Worte der bedeutsamsten Gedichte dienen. In diesem Sinne betrachte ich die besondere Auswahl dieser Anthologie als organisches Ganzes.Ich werde nun nicht die Besonderheiten des Ausdrucks ausdrรผcklich hervorheben, die mir, bezรผglich ihres mรถglichen Wahrheitsgehaltes, immer noch gรผltig erscheinen (sollte es sich um wirklich Groรes handeln, so kรถnnte man von einer Fatalitรคt sprechen, vorausgesetzt es sollte eine solche geben), und ebenso wenig mich mit der Tatsache auseinandersetzen, dass die Wahrheit, die mir in ihrer Globalitรคt und Komplexitรคt unerkennbar erscheint, und die ich nur in hรถchst abgeschwรคchter Form als fรผr das Bewusstsein zugรคnglich halte, einzig und allein in der Ordnung der Methode und des Systems zu finden ist, in der jeder mรถgliche Ausdruck seinen Ursprung hat.Es will mir gรคnzlich รผberflรผssig erscheinen, mich in Erรถrterungen darรผber zu ergehen, wie ich das Verhรคltnis von Ausdruck und Wahrheit auffasse. Diese kann eine schlichte Zahl sein(Mathematik) eine Formel (in den Wissenschaften) oder wie in diesem Falle ein Bรผchlein. Ich mรถchte indes klar stellen, dass die Gedichte der vorliegenden Sammlung im Groรen und Ganzen in den Jahren 1932-1933 entstanden sind (einige 1931). Diese Einleitung wurde zunรคchst fรผr den ersten Teil der Sammlung geschrieben und bezieht sich heute, mehr oder weniger, auf die gesamte Ausgabe. Dazu muss ich jedoch sagen, dass zwei Gedichte, die in den dritten Teil eingefรผgt wurden, 1938 geschrieben wurden, als der Dichter Luigi Fiorentino, dem ich hiermit meine Dankbarkeit ausspreche, mir dazu riet, alle drei Teile in einem einzigen Band zusammen zu fassen. Trotz der Unterschiedlichkeit des Tons gehรถren alle drei Teile zu einer unvergleichlichen Schaffensperiode, allein schon aus dem Grunde, weil sie innerhalb kรผrzester Zeitrรคume entstanden und vollendet worden sind.Diese Gedichte, die in dem beschriebenen Zeitraum spontan entstanden (ein Teil der Produktion jener Jahre ging verloren), wurden in den darauf folgenden Jahren mit Randbemerkungen versehen (insbesondere der erste Teil), auf Basis derer ich sie dann รผberarbeiten konnte. Bei der Abschrift habe ich tatsรคchlich viele dieser Randbemerkungen aus den Jahren 1932-1933 verwenden kรถnnen.Dennoch bin ich รผberzeugt, dass es gerade aufgrund der Verwendung der Randbemerkungen zur Verschlechterung einiger Teile gekommen ist. Die besten Gedichte, diejenige fรผr welche dieser gesamte Teil eigentlich nur existiert, haben keinerlei oder nur sehr wenige nachtrรคgliche Korrekturen erfahren.Das Buch hรคtte eigentlich den Titel โVersuche der Poesieโ tragen mรผssen, hรคtte es sich auf den ersten Teil allein beschrรคnkt hรคtte; denn in zeitlicher Ordnung hรคtte es Gedichte aufnehmen mรผssen, welche die ersten nach einer langen Abstinenzperiode waren, wenn nicht รผberhaupt die einzigen, denen ich einen gewissen literarischen Wert zusprechen konnte. Im รbrigen ist es meine รberzeugung, dass ein Gedicht stets die Funktion eines ihm Vorhergehenden ist (Teil der Wahrheit zumindest), gleichgรผltig welches immer auch das Genre sei, in dem es sich realisiert: Zahl, wissenschaftliche Untersuchung oder Anderes. Die Vertiefung des Ausdrucks fรผhrt, konkret gesprochen, weit รผber das hinaus, was man โ Dichtungโ in seinem gewรถhnlichen Sinne nennen kรถnnte. Alles ist immer nur ein einfacher Versuch.So absurd es auch erscheinen mag, als Begrรผndung den Begriff der Poesie und des viel weiter und allgemein gefassten des Wissens zusammen flieรen zu lassen, so konnte ich doch nicht anders als jene Absurditรคt, die ich gleichwohl in einem gewissen Stadium der Reife geschrieben hatte, beizubehalten.Denn neben der ersten Gruppe von Gedichten ist es mir, dem Rat Fiorentinos folgend, ratsam erschienen, weitere Gruppen hinzufรผgen; fรผr eine ist mir spontan der TitelWorte der Zeit eingefallen, jener der sich nun auf dem Titel findet. Fรผr die erste Gruppe hingegen habe ich mich auf die Nennung der Anzahl der Gedichte beschrรคnkt, es sind 25, also 25 Gedichte. Der Titel der zweiten Gruppe begrรผndet sich aus jenem, der bereits bei einer frรผheren Publikation Titel gebend war.Und hiermit kรถnnte ich diese Einleitung beschlieรen, wenn es mir nicht notwendig erschiene, klar und deutlich auf etwas hinzuweisen, das meinen gesamten Text durchzieht, die Begrรผndung dieser quasi posthumen Verรถffentlichung nรคmlich: Eingedenk der nicht aufzulรถsenden Differenz zwischen Leben und Wahrheit, wobei man die Auflรถsung als menschliche Annรคherung zu verstehen hat, muss man stets auch bedenken, dass dieselbe Annรคherung zwischen jedweder Form des Ausdrucks und der Wahrheit des Menschen und des Lebens besteht. Keine Wahrheit wird von einem nicht begrรผndbaren a priori bestimmt, sondern ist stets Funktion der einfachsten und rigorosesten Art des Ausdrucks. Ich glaube โ um ein wenig polemisch zu sein โ dass jeder nach wissenschaftlichen Kriterien ausgedrรผckte Sachverhalt, indem er am Ausdruck beteiligt ist, auch an der Wahrheit teilhat, immer und zu jeder Zeit, mehr als man von der Mehrheit der Menschen erwartet, die unbegrรผndeter Weise dieser oder jener Sache einen bestimmten Wert beimisst. So ist denn auch jede Form von Realismus oder Neorealismus keineswegs dazu angetan, einen bestimmten Grad von literarischer Wahrheit zu erreichen, geschweige denn jene des Lebens in seiner Gesamtheit oder auch nur in eines seiner Teilaspekte, welche im Wort leben, und aus diesem Blickwinkel heraus kรถnnen wir, da wir ihn nun begreifen, jenem Satz Gabriele dโAnnunzios nur zustimmen, der zugleich der Titel eines seiner Bรผcher ist โ Der Vers ist allesโ. Die Dichtung hat einen Wert (eine analoge Argumentation kรถnnte man fรผr jede andere Form der Erkenntnis fรผhren) in schwer definierbarer Grenzen, aus Grรผnden von Postulaten, die verรคnderlich sein kรถnnen und die vielleicht die einzigen sind, die sich der biologischen Natur des Menschen anpassen, Postulate, welche im Angesicht des Lebens, schon deshalb, weil sich die Ansicht รผber das, was man mit der Vorstellung des Wortes als Teil des Leben meint, verรคndert, kontinuierlich ausgebaut werdenMan mag nun verstehen, welche Distanz sich zwischen der literarischen Wahrheit und allen anderen Formen der Erkenntnis auftut und dass die Dichter, indem sie sich eines Mittels bedienen, das in einem kontinuierlichen Bezug zum Leben steht, zu denjenigen Menschen gehรถren, die am wenigstens von ihm wissen, wenngleich sie von Dingen sprechen, die sich mehr oder weniger auf das Leben, beziehungsweise auf Formen des Lebens beziehen, die kein literarisches Genre sind. Ich glaube, dass nur wenige Literaten, und wenn dann nur teilweise, dieser besonderen Ignoranz entgehen. Dies muss gesagt werden, auch wenn man sich dadurch unversehens von den Vorgaben einer Einleitung zu einem Gedichtband entfernt und in die Nรคhe jener Doktrin gerรผckt ist, die man eigentlich vermeiden wollte.Zum Schluss mรถchte ich noch bemerken, dass derjenige, der das Wort exzessiv geliebt hat, dieses auch noch an den Rรคndern des Lebens findet, auch wenn er fรผr lange Zeit keine einzige Zeile geschrieben hat. Es ist unschwer zu begreifen, dass all diese, ein wenig persรถnlichen und ein wenig doktrinรคren Dinge ausschlieรlich โ oder zumindest vorwiegend โ einen Sinn fรผr denjenigen haben, der heute seine Gedichte vorstellt und der versucht, dem Leben eine Begrรผndung durch die Wahrheit zu verleihen und durch das, was ihr vorangeht, dem Ausdrucksvermรถgen, denn wenn man persรถnlich an einer Entwicklung des Ausdrucksvermรถgens interessiert ist, dann wรผnscht man sich auch fรผr das Leben eine fortwรคhrende Entwicklung.
Campiglia dโOrcia, 27. November 1955
LORENZO CALOGERO
***
Lorenzo Calogero – Gedichte
Aus dem Italienischen von Stefanie Golish
c
***
LORENZO CALOGERO IN โNEUROTRANSMITTERโ
Der Mann mit der Aketentasche
Articolo apparso sulla rivista dei neurologi e psichiatri tedeschi โNeurotransmitterโ. A firma dello scrittore e germanista prof. dr. Gerhard Kรถpf, si basa sugli studi di Stefanie Golish, che qui contribuisce con le traduzioni e un commento.italienne.blogspot.com
