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โ€œJOHN TAYLORโ€™S TRANSLATION OF LORENZO CALOGEROโ€™S SELECTED POEMSโ€ SAGGIO CRITICO DI BARBARA CARLE

Il saggio critico di Barbara Carle sul lavoro di traduzione John Taylor, scrittore, traduttore e critico letterario americano, premio Raiziss De Palchi 2013 dellโ€™Academy of American Poets.

โ€œJohn Taylorโ€™s Translations of Lorenzo Calogeroโ€™s Selected Poemsโ€ was first published by American Poet (Fall-Winter, 2013). Reprinted by permission of the publisher, The Academy of American Poets, 75 Maiden Lane, Suite 901, New York, NY, 10038.

www.poets.org

JOHN TAYLOR TRADUCE LORENZO CALOGERO

John Taylor, scrittore, traduttore e critico letterario americano, autore di traduzioni in francese di poeti moderni quali Philippe Jaccottet, Jacques Dupin, Pierre-Albert Jourdan, traduce cinque poesie di Lorenzo Calogero.

A Love

Blond fireflies amid the summer hedges,

how splendid your sunray

darting through the darkness! Youโ€™ve reminded me

of something that has never vanished

from my childhood: infinite

hope through the fields. I see myself

as a child again, feel the unknown

rhythm of times past:

I dream I am lying on a girl

stuck in my heart:

a musical bas-relief

for vast infinity: I compare her

to the moon, to the stars,

to the splendorous night

and everything attaches me to that love

I lose myself in:

yet of this I actually know nothing

except a confusing clamor.

Translation ยฉ John Taylor

Un amore

Lucciole bionde per le siepi dโ€™estate,

comโ€™รจ splendido il vostro raggio

che per le tenebra appare! Voi mi ricordate

qualcosa che non si annulla

della mia fanciullezza: infinita

speranza pei prati. Mi rivedo

fanciullo, sento lโ€™ignota

cadenza di tempi andati:

sono in sogno sopra una fanciulla

che mi sโ€™รจ fitta in cuore:

un bassorilievo musicale

per estese infinitร : la paragono

alla luna, alle stelle,

allo splendore della notte

e tutto mi affiso in quellโ€™amore

e mi vi disperdo:

di qui non so nulla

se non un confuso vocio.

da Parole del tempo (p. 163), Poesie, p. 63.

Golden Angel

Hide yourself in these brown

bustling leaves: may no one

see us: you are the golden angel.

The water seeks you, rises, rises.

At the freshwater fountain I have filled up

a jug to quench your thirst,

to nourish you.

Translation ยฉ John Taylor

Angelo dorato

Nasconditi in questo bruno

tramestio di foglie: che nessuno

ci veda: tu sei lโ€™angelo dorato.

Lโ€™acqua te cerca che sale, sale.

Alla fresca fonte ho riempito

una brocca per dissetarti,

cibarti.

da Parole del tempo, p. 173, Poesie, p. 66.

Winged Cloud, Whimsical Turning

Winged cloud, whimsical turning

of light long lugubrious years;

and this was something good. The pale

lamplight passed

from the shadowy flower

onto the flying fly.

I donโ€™t know which leaden night

the clear voice hears

inside fast full days.

An angle on the row of sparrows

whispered. Another rosy light

swings, in the evening,

dense solitary air over the orange

or a longing I canโ€™t explain.

Colored with thick veils a fragrant cloud

from a humble hand blew mist

gently on a cheek.

Translation ยฉ John Taylor

Dโ€™ali nuvola, capricciosa volta

Dโ€™ali nuvola, capricciosa volta

dโ€™anni lunga, lugubre leggera;

ed era un bene. Passรฒ

dal fiore dโ€™ombra

il lume pallido

sul volo di una mosca.

Non so quale notte plumbea

la chiara voce ascolta

nei dรญ veloci e pieni.

Un angolo sul filare passeri

bisbigliรฒ. Ancora una luce

rosea dondola, nel vespero,

unโ€™aria solitaria densa sullโ€™arancia

o non so che voglia.

Tinta di fitti veli nube odorosa

da una mano dimessa vaporรฒ

gentile su una guancia.

da Ma questo. . ., Poesie, p. 91.

In My Hand Evaporated

In my hand evaporated

what she knew.

The morning was sick

and I no longer know how the green bitter sleep

dampened with a dream. From lethargy

a moon pulled ashore

a lifeline.

The sheer gown migrated.

A pale spark had come down.

Oh, look! the shadows return

no longer from afar and the game broke up

in a shout that utterly changedโ€”

because of loveโ€”its pain. It was silken

larva: knew nothing

within its measure. Its own thirst

for dawn now returns anxiously

and fleetingly. It was female

in one of its joints, a false

crease in a false evening

or a light tear.

Translation ยฉ John Taylor

Evaporรฒ nella mano

Evaporรฒ nella mano

quanto ella sapeva.

Era un mattino infermo

e non so piรบ come il sonno verde amaro

sโ€™inumidรฌ di sogno. Dal letargo

una luna trasse a riva

una linea dโ€™una vita.

La veste diafana trasmigrรฒ.

Una pallida scintilla era discesa.

Oh! Vedi, non piรบ da lontano

ritornano le ombre e il giuoco si dissolse

in un grido che mutava

a sommo per amore la sua pena. Di seta

era una larva: sapeva nulla

ella nella sua misura. La sua sete

dโ€™alba ora ritorna trepida

e passeggera. Era donna

una sua giuntura, una falsa

piega in una sera falsa

o una lagrima leggera.

da Ma questo. . ., Poesie, p. 97.

Since Things Occurred because of You and Me

Since things occurred

because of you and me and beauty

no longer dresses you again in vain time

with breath rekindling your motionless evening,

so that here and not elsewhere

would be an invisible lasting sign

of your song, I gaze at

an icy, supine curve

in the immobile vein of the line

plowing across your hand.

Translation ยฉ John Taylor

Perchรฉ da me e da te si ebbero

Perchรฉ da me e da te si ebbero

cose e non รจ piรบ bellezza

che ti riveste nel tempo vano

con alito che riaccende ferma la tua sera,

perchรฉ qui e non altrove

invisibile sia e duraturo un segno

del tuo canto, gelida e supina

una curva nella vena

immobile rimiro della linea

che solca la tua mano.

da Come in dittici, Poesie, p. 116

FROM PURE SILENCE TO IMPURE DIALOGUE

Antologia a cura di Vittoria Bradshaw dedicata alla poesia italiana del dopoguerra, edita da Las Americas Publishing Co., New York, nel 1971,  il cui primo capitolo Hermetismโ€™s last gleam: Lorenzo Calogero รจ dedicato per intero al poeta.

 

LORENZO CALOGERO: IL PROFETA DEL SESTO CONTINENTE

di Angelica Chiara Gallo

Agosto. Riviera. Il mare precipita sulla riva, investe ogni cosa. Ragazzi corrono sulla spiaggia. Il mistrale soffia dallโ€™isola. Nel tardo pomeriggio, i colori si fanno piรน intensi, come le illustrazioni della โ€œDomenica del Corriereโ€ di tanti anni fa. Su una terrazza affacciata sul mare, circondata di alti palmeti, signori di bianco vestiti stanno disputando un torneo di un gioco di carteโ€ฆ Perfetto.

In questo scenario, casuale ma ideale come quello di tutte le storie destinate a diventare un grande amore, conobbi la poesia di Lorenzo Calogero. Leggevo Poesia, la rivista cui sono debitrice di altri autori poi entrati nelle mie preferenze assolute, e questo vibrante articolo di Caterina Verbaro mi aveva dapprima interessato, poi avvinto. In seguito scoprii che aveva scritto molto altro, e con quale amore, sul nostro autore. Quel pomeriggio passรฒ senza che me ne accorgessi, mentre sfuggivano lucide impressioni della sera sul mare. Oggi posso dire che la ragione per quel rapimento era che improvvisamente avevo capito che i versi di Calogero appartenevano semplicemente alle palmeโ€ฆ

Credo che questo inizio sia stato molto significativo: qualcosa sarebbe dovuto accadere.

In quel periodo, per i miei studi e anche perchรฉ avevo molti amici stranieri, parlavo e pensavo molto in inglese, e cosรฌ naturalmente, cominciai a tradurre in inglese a bassa voce, quasi tra me e me, i versi del poeta.

โ€œSo come sui rami,lโ€™arancio si fa dโ€™oroโ€ฆโ€

โ€œI know how on the branches, the orange turns to goldโ€ฆโ€

โ€œE sembra un sogno, ma non ho nessunoโ€

โ€œAnd it is like a dream, but I have no oneโ€ฆโ€

โ€œLa veritร  sola gravita/o รจ concessa/quando conosce sรฉ stessaโ€ฆโ€

โ€œTruth only lays/or relays/when it is true to itselfโ€ฆโ€

La fluiditร  di questo risultato โ€“ parlo da un punto di vista formale, si raggiunge di solito โ€“ ammesso che mai ci si arrivi โ€“ con molto lavoro e molta fatica. Ma invece in questo caso i versi erano lรฌ, confusi tra le palme, restituiti uno dopo lโ€™altro in un altro idioma, come se contenessero in sรฉ tutte le lingue del mondoโ€ฆ Questa รจ unโ€™affermazione che meriterebbe una lunga divagazione sul valore assoluto anche linguistico della poesia. Mi limiterรฒ a citare Luzi: โ€œPenso che unโ€™arte, al suo culmine, sprigioni sapienza e profeziaโ€ฆโ€. E quindi possibilitร  di essere tradotta e intepretata. Calogero era la tregua di Babele.

In seguito, studiai per molto tempo i versi nella loro lingua originale, con tutta la ricchezza che ne rende esigente la fruizione, lessi della sua vita, il suo pensiero. E infine, ritornavo sempre alla mia idea: Calogero doveva essere tradotto, per lo meno in inglese. Penso di essere stata fortunata a conoscere i suoi versi su una spiaggia, in un pomeriggio dโ€™estate, le pagine sfogliate dal mistraleโ€ฆLiberati dalle pagine, i versi del poeta si libravano nel cielo prendendo piano piano la forma delle ali bianconere dei gabbiani, la costa trasparente allโ€™orizzonte, a svelare lโ€™esistenza di un Sesto Continente, non segnato nelle carte: quello della poesia.

Cโ€™รจ anche unโ€™altra circostanza che ha determinato lโ€™inizio di questa avventura: lo studio, sempre suggerito da un articolo apparso su โ€œPoesiaโ€, dellโ€™esperienza linguistica e poetica di Amelia Rosselli. Di Amelia Rosselli dovrei scrivere molto, anche per lโ€™affetto quasi personale che nel tempo ho sviluppato per lei, tanto un autore che studiamo entra nei nostri corpi fino ad abitarli nel luogo del sangue e della carne dove di solito si insediano gli amiciโ€ฆ

Personalmente, ritengo che questa sia anche la base del rapporto del traduttore col suo autore, uno scambio che prima che linguistico รจ sociale, prima che letterario, umano, come se fossimo soltanto due amici seduti la sera in riva al mare a leggere pensieri scritti in un quaderno nero. Tale processo di conoscenza intima, di partecipazione (non oso dire: identificazione), avvenne con Lorenzo Calogero in modo piรน pudico, trasversale. Egli era per me sempre un signore gentile, dallโ€™aria lontana, e tuttavia non priva di ironia (capirete che parlo della fotografia che lo ritrae a Milano in Piazza Duomo), e la sua storia, i suoi fiori di limone, i suoi astri dโ€™argento, un โ€œluogo dellโ€™altroveโ€ (citando sempre il famoso articolo della Verbaro) cui potevo avvicinarmi solo con devozione, come a una cosa non sacra, ma certamente assai spirituale.

Credo che questa spiritualitร  attraversi lโ€™opera tutta del nostro autore, laddove โ€œla levitร  commosse le coseโ€ e โ€œuna festa appariva giร  dentro una stellaโ€.

Credo di poter dire che Calogero, indipendentemente dal suo vissuto personale, fosse anche un uomo profondamente religioso. In alcune sue iriche ho potuto individuare cantici a mio parere non rivolti alla madre, nรฉ alla ragazza amata, ma alla Vergine Maria. Eccone uno dei piรน dolci e solenni:

โ€œโ€ฆTu levigata eri nella tua veste dolcissima

nellโ€™azzurra chiaritร  dello spazio

o in una veste amata,

poichรฉ di tutto in te tutto ritrovo, o bianchissima!โ€

โ€œโ€ฆSo smooth you were,in your sweetest attire

in the celestial clarity of space

or a dear gown,

since of all things all things I find in you, all whiteโ€

Ho poi individuato, attraverso lโ€™approccio lessicale, altre potenzialitร , apparentemente o temporaneamente nascoste, nellโ€™opera del nostro. La presenza ad esempio di un universo puro, ribelle, giovanile, quasi โ€œpunkโ€, laddove โ€œangeli vagantiโ€ attraversano โ€œspazi stellariโ€, incontrano โ€œrose bluโ€, suonano o sognano โ€œla musica che adombraโ€ฆe non fu vanaโ€ฆโ€. Calogero รจ, inaspettatamente, il piรน giovane di tutti i poeti e per questo devโ€™essere tradotto nella lingua dei cantautori, per ricongiungersi alla tradizione rock cui giร  appartieneโ€ฆ

da Come in dittici

La musica che adombra

La musica che adombra leggera sui piani

una burrasca e domanda, curva

concava, trattenendo una pausa

o una fiaba, sโ€™arrotonda diafana

a le labbra, persino alla tempia

in un filo tenue dโ€™erba dโ€™oro e di paglia,

flauta entro un vetro la sua voce nuova,

scoprendo che non fu vana.

Music who shades

Music who shades โ€“ gently โ€“ the plan

from the hurricane and demands,

concave convex, holding his breath

or a tale, transparent rises

on lips, even on temples sometimes,

in a gold blade of grass or of straw,

or blows in a flute his new voice,

knowing it was never in vain.

da Quaderni di Villa Nuccia

XXI

โ€ฆNastri lisci erano di uccelli

e unโ€™orchidea nera fra i baci

vespertini, ora, sโ€™aggrotta.

Tu eri nera tumida ai capelli

e cosรฌ, per questa vasta oasi,

fuggitiva sopra lโ€™acque

in un riverbero di roseโ€ฆ

XXI

โ€ฆPlain ribbons like shining wings

and a black orchild to sunset

dusk, now slithly creasing.

You were dark wet at hair

so through this oasis

fudging on waters

in a reflection of rosesโ€ฆ

Vi รจ poi cโ€™รจ il Calogero maturo, denso e convicente come un prezioso liquore invecchiato nel suo umore per molti anni, che accarezza i volti, e le cose con invariabile pietร โ€ฆ

da Come in dittici

So di un albero

So di un albero, di un libero

mantello di foglie, di un ladro

o di un altro con un mutevole

nome dietro una tomba; e forse

domani ti ricorderai

anche tu di essere nellโ€™aria

di un diverso versatile corso

nellโ€™ora del medesimo giorno. Libera

andrai nel tuo mantello povero

e non ti accorgerai di essere una dolcezza

vaga pigra allโ€™aspetto,

chiara sul labbro,

tremula nellโ€™aria, cosรฌ solitaria al dolore.

I think I know a tree

I think I know a tree, a free

blanket of leaves

of a thief or another mortal

beneath a grave;

maybe tomorrow you see

your being ash in the wind

just like me. And you will travel so far

in your human cloth

and wonโ€™t never realise to be tender inside

and generous, late at the sight,

plain in your speech,

faint in the air, lone in your grief.

Dolcezza o levitร 

Dolcezza o levitร  di cose risponde

e sono alme parti uguali divise

non piรน come favole, dove io

mi comporto cosรฌ amaramente

agevole come il piรน forte, o forse

non so piรน come si concede

lievemente una gioia e fraternamente.

Sweetness or levity

Sweetness or levity talk

to the twin souls

no more ecstatic like tales

when I pretend to be strong,

bitterly, or maybe

i am no more willing to grant

brotherly joy.

Vi รจ quindi il Calogero metafisico de โ€œLโ€™altezza dei riquadriโ€ dei โ€œCieli emersiโ€, quello che subitaneamente si ricongiunse al paesaggio marino e alle palme:

da Ma questoโ€ฆ

Il suono e lโ€™altezza dei riquadri

Il suono e lโ€™altezza dei riquadri

e questo inarcarsi al sommo, rivolte

in alto impietosite le mani.

Le madri ebbero ali di sonno

e volto di rugiade, concavi

scarlatti veli dโ€™aria i piani.

E questo musicale non essere

quando passo, quando tocco, quando sfioro

ragionevolmente rivolto alle nuvole.

Trasvola inesperta lโ€™anima. Cave onde

fluiscono da canne nella nebbia

che sโ€™annoia e, persino quando

beltร  nuda al suo fianco

dal suo buio sโ€™arrende,

isole verdi appaiono appena

presaga realtร  di sogno.

The toll and square hights

The toll and square hights

and this arching at climax, upwards

stretching compassionate hands.

Mothers had tired wings

and moisted cheeks, purple uneven

wind veils โ€“ facettes.

What graceful not to be

when I do walk, do touch, do skim

reasonably turning to sky.

Inexperienced the soul blows away. Empty waves

flow from the canes in the mist

when he is bored and even when

a naked beauty at his side

from the darkest surrenders

emerald islands arise

omens of dream reality.

Spazio stellato

Spazio stellato

in questo esiguo pian dei morti

gelsomini salgono rampicanti nellโ€™aria

e sโ€™incontrano coi miei pensieri remoti.

Unโ€™oasi bianca oscilla

in unโ€™amaca stanca,

un oscuro piano riverbero di giardino

dentro un vaso giallo di fiori.

Ciรฒ che hai amato

in una piuma si screzia, nel silenzio

di vetro folto ondeggia

e risale timido nelle tue mani.

La pace ignorata

dei piรน deserti soli sโ€™assola:

acqua bruciata scende

in profondi pelaghi gaia

e leggera gorgoglia

umida nella tua gola.

Star Space

Star space

in this thin valley of death.

yasmine creep to the air

meeting my forgotten thoughts.

A pale oasis swings

in a loosen hammock,

opaque reflection of woods

in a sunflowers vase.

What you have loved

scretches in feathers, in silence

of thick crystal sways

and slithly reflows to your hands.

The secret Peace

of deserted suns flares:

charred water pours

merrily into deep seas

and tenderly gurgles

through your moisted throat.

Infine cโ€™รจ il Calogero piรน mediterraneo, piรน ancestrale, di un mondo eternamente classico dove โ€œunโ€™orchidea splende nella manoโ€ e โ€œscivola e lungo e glauco, era il sentieroโ€, composto di โ€œsillabe arcaneโ€, per citare ancora una volta lโ€™omonimo studio monografico di Caterina Verbaro.

da Ma questoโ€ฆ

E racconti

E racconti, ma il viavai

va e viene. Sono corpi morti

qua a terra seduti. Si rompono

in dialetto una violetta, una lontana

statua viola perdute insieme

altrove. Ma sono rosso sangue le tempie.

Tales

Tales, but coming and go

comes and goes. They are the dead

sitting aside. Language can break

a violet, a violet statue afar

lost together elsewhere.

But head is blood red.

da Quaderni di Villa Nuccia

CLXVII

E sembra un sogno, ma non ho nessuno.

O anima, o madre dei poeti

e al tuo benigno regno, io poveruomo,

forse nessuno. E languisco nelle tenebre

che mi ha lasciato il tuo smaltato

smalto; io due volte, pronto,

sul punto di uccidermi e anche questo

mi assale in dubbio. I detriti potranno fare

povere cose miracolose e questo mi sale

al labbro, ove io avevo un punto povero

un punto povero di poetaโ€ฆ

CLXVII

and it is like a dream, but I have no one.

Soul, mother of poets

to your gentle reign, me, simple man,

maybe nobody. I fall in the dark

left by your shine

me, twice prone do death:

and this too I doubt.

Debris could do little wonders

and this I know from my lips

where I did have a poor thing

a poor poet thing.

Per quanto riguarda il contenuto, la mia รจ una lettura trasversale, in cui gli eventi, i volti, le stagioni, si fondono in unโ€™unica visione, quando โ€œrarefatto il tempo, il vuoto รจ un rudere di passaggioโ€.

Per la forma, mโ€™interessava soprattutto tradurre lโ€™autore, per dare ai lettori di unโ€™altra lingua la possibilitร  di conoscerlo, capirlo. Se unโ€™allitterazione non si trova piรน nel verso dellโ€™originale, se lo splendore scivola e viene trattenuto piรน in basso, da unโ€™altra rete, tesa da una mano altrettanto appassionata e pazienteโ€ฆche importa? Non si tratta di tradurre la poesia ma il suo poeta. E poi seguire la sua arte poetica con la minuzia del guardiano di un giardino zen, che taglia, innesta, ricompone. Questo รจ tanto piรน vero per un poeta come Calogero, i cui salti vertiginosi devono essere compresi e assimilati, prima che riprodotti.

Augurandomi che questo lavoro possa servire ad avvicinare altri, soprattutto le nuove generazioni, tanto assetate di autentica poesia, alla straordinaria esperienza spirituale, poetica e esistenziale di Lorenzo Calogero, propongo il mio percorso, nella speranza che questo, come tutti gli altri spontaneamente nati intorno al nostro poeta, produca opere โ€œassidue, come gemme pureโ€.

Angelica Chiara Gallo

LORENZO CALOGERO NELLA TRADUZIONE DI JEAN-CHARLES VEGLIANTE E CIRCE
(Centre Interdisciplinaire de Recherche sur la Culture des Echanges)
Universitรฉ Sorbonne Nouvelle Paris 3

Mรฉdecin (municipal) sans patients, รฉcrivain sans รฉditeur, suicidaire, phobique, Lorenzo Calogero (1910-1961) aura รฉtรฉ lโ€™un des rares purs poรจtes du XXe siรจcle italien. Plusieurs fois internรฉ (Villa Nuccia, Gagliano), il disait โ€œapprendre ainsi / face ร  une faible lumiรจre penchรฉ / le faible dรฉclin du silence / de la vieโ€. Apprรฉciรฉ de C. Betocchi, L. Sinisgalli, G. Tedeschi, il a รฉtรฉ lu attentivement par Amelia Rosselli, qui nous avait conseillรฉ autrefois sa traduction.

Un distique se scinde ร  peine

Un distique se scinde ร  peine,

ensuite les arborescences boursouflรฉes

ou autre chose : mais aujourdโ€™hui ce repos

dans les bois me tient compagnie.

Le matin jโ€™รฉtais parti

loin du repos de tes yeux fragiles vers la cime

dโ€™une ville rรชvรฉe et le doux rythme des pins

dans le vent devient sombre,

cโ€™รฉtait un scrupule un lรฉmure

ou lโ€™espace carrรฉ.

Un distico si sfalda appena

Un distico si sfalda appena

e poi le turgide arborescenze

o qualcosโ€™altro: ma mโ€™intrattiene

oggi questo riposo nei boschi.

A mattina ero partito

dal riposo dei tuoi occhi tenui verso la cima

di una cittร  fantastica e il ritmo dei pini

mite nel vento fosco diviene,

una remora un lemure era

o lo spazio quadrato.


Dai Quaderni del โ€™57, inedito

***

Bien, pourvu quโ€™au pied

Bien, pourvu quโ€™au pied, trรจs souvent

sous lโ€™eau, une lenteur dรฉrive

du cours du fleuve, non seulement un hasard heureux

empli de la nature de tous les oiseaux

plongรฉ dans le temps humide et, ร  son insu,

rapide et veinรฉ de bleu,

mais aussi dedans une douceur,

oรน soit un souffle chaud

tirรฉ vers la rive,

en un cri humide, rigide, dรฉjร  le calme plus las

et obscur รฉmane.

Bene, purchรจ al piede

Bene, purchรฉ al piede, molte volte

subacqueo, una lentezza derivi

del moto del fiume, non solo una fortuna

satura della natura di tutti gli uccelli

immersa nel tempo umido e, allโ€™insaputa,

rapida e venata dโ€™azzurro,

ma anche dentro una dolcezza,

cui sia una ventata calda

trascinata alla riva,

in un grido umido rigido la quiete piรน stanca

ed oscura giร  esala.


OP I 75

***

Dโ€™une rive

Dโ€™une rive naรฎt ร  la douleur

le jeu. La neige nโ€™est pas comme

la soif, ombre comme la mort.

Il fait dรฉjร  jour, le dernier

qui te reste. De son maigre pas

le sommeil est une ombre opaque

qui te piรฉtine.

Cendres ton sang,

suc agreste, distille

un faible son, et si tu te lรจves,

aussitรดt tu tโ€™appuies sur une pluie

qui rejaillit des racines vers tes vรชtements.

Je le savais. Une blonde et claire

gravitรฉ scintille, aprรจs la pluie,

immobile, humide sur lโ€™herbe. Ou tu te caches

ou bien il y a du sang. Par moments

ou une falaise ou un paysage.

Morne une lumiรจre est sauve

ร  la marge des rรชves.

Sโ€™avancer sur la haie

dรฉnudรฉe, รฉcho aride

dans un rayon

qui sโ€™รฉlรจve.

Da una riva

Da una riva nasce al dolore

il gioco. La neve non รจ come

la sete, ombra come la morte.

Eโ€™ giorno giร , lโ€™ultimo

che ti resta. Col suo piรจ gramo

il sonno รจ unโ€™ombra opaca

che ti calpesta.

Cenere il tuo sangue,

agreste succo suono fievole

stilla, e se ti desti,

subito poggi sopra una pioggia

che dalle radici ridonda a le tue vesti.

Io lo sapevo. Una lucida e bionda

gravitร  scintilla, dopo la pioggia,

ferma, umida sullโ€™erba. O ti nascondi

oppure รจ sangue. A momenti

รจ rupe o รจ paesaggio.

Mesta una luce si salva

al margine dei sogni.

Incedere sulla siepe

brulla, eco arida

era dentro un raggio

che si ridesta.


OP I 67

***

Sur un rayon

Sur un rayon รฉtait la pluie.

Je ne sais pas dโ€™autre douleur

et, puisque le vent vide

froid ne peut plus reconnaรฎtre soi-mรชme

ร  travers mon corps sombre mince

de verre pur, maintenant je parle.

Je nโ€™ai rien contre les instants,

les derniers reflets qui perturbent

le calme de ton sourire

dans le sommeil sur le mur,

ultime errant visage tournรฉ

vers la fin accomplie de soi-mรชme. En deux distiques

รฉlรฉgants le crรฉpuscule tโ€™entraรฎna dehors

sur la douceur qui รฉtait aux sommets.

Sโ€™รฉcroulent lร -haut les couleurs. ร€ lโ€™รฉcart

je ne sais quoi dโ€™autre รฉtait prรจs de toi,

pris clairement de ton cรดtรฉ

sur la lรฉgรจretรฉ dรฉfaite des ruines.

Sopra un raggio era la pioggia

Sopra un raggio era la pioggia.

Non so che altro sia il dolore

e, perchรฉ il vento vuoto

freddo non puรฒ piรน riconoscere se stesso

dietro il corpo cupo fine

di puro vetro, ora sto a dire.

Non mi dispiace degli attimi,

degli ultimi riflessi che inquinano

la quiete del tuo sorriso

nel sonno sulla parete,

ultimo vagante volto alla sommitร 

rivolto della fine di se stesso. In due distici

eleganti trasse te fuori il vespero

su la dolcezza che fu nelle sue cime.

Franano in alto i colori. In disparte

non so che altro era presso di te,

preso evidentemente dalla tua parte

su la lievitร  smossa delle rovine.


OP I 109

***

Traduzioni dalla Rivista on-line โ€œQuaderni di Villanucciaโ€:

www.lorenzocalogero.it/rivista

Avare dans ta pensรฉe

Si, de diverses parts, les signes sous-entendus

deviennent ce que tu songes et ne sais

plus quelle douce courbe est rosรฉe une ligne

tendue, quelle vierge est pure et ferme ร  lโ€™instant une รฉtoile

et, sans parcours, plus haut quโ€™une pensรฉe

tu te penches au mรชme instant

qui brusquement se renouvelle

et te donna les nuditรฉs du songe,

lโ€™รขme toujours รฉgale รฉtait sans mystรจre

ou lโ€™รขme ร  la racine tu peux la perdre

ou la nuditรฉ simple รฉtait un solo.

mais parce que de parts รฉgales loin elle divisa

fermes tes pensรฉes ne te secourent plus

sur tes fleurs dans la mรชme ariditรฉ qui ร  lโ€™instant scintille elle fuse

et tu tโ€™aperรงois que tu es plus seul.

Avare dans ta pensรฉe,

la mรชme substance aride tโ€™englue

seulement pour ton plaisir.โ€จEloignรฉes ceintes de choses

paraissent dรฉjร  toutes les roses.

Avaro nel tuo pensiero

Se, da diverse parti, sottintesi i segni

divengono quel che sogni e non sai

piรน quale curva lena sia rosea una linea

tesa, quale vergine sia pura e ferma ora una stella

e, senza percorso, piรน sopra un pensiero

ti sporgi nella medesima ora

che improvvisa si rinnovella

e ti dette le nuditร  del sogno,

lโ€™anima sempre uguale era senza mistero

o lโ€™anima puoi perdere alle radici

o la semplice nuditร  era un assolo.

Ma perchรฉ da parti uguali erme divise

non piรน ti soccorrono fermi i tuoi pensieri

sopra i tuoi fiori nella medesima ariditร  che ora scintilla essa balena

e ti accorgi di essere piรน solo.

Avaro nel tuo pensiero,

la stessa sostanza arida tโ€™invischia

solo per tuo diletto.

Erme cinte di cose

appaiono giร  tutte le rose.


da Avaro nel tuo pensiero, inedito, 1955
traduzione JcV

***

โ€ฆCe qui fut pleurรฉ

โ€ฆ Ce qui fut pleurรฉ

tel en rosรฉe descend.

Le passager fiรฉvreux,

quiconque se trouve ร  passer sโ€™attarde en dรฉtours,

regarde lโ€™immensitรฉ au plus loin

et perรงoit des signes prรฉmonitoires

de lโ€™indubitable puissance

de la sagesse divine

et, parcouru dโ€™une pensรฉe soudaine,

il dรฉlace ses chaussures

et parcourt pieds nus en silence

le riant sentier,

ร  la pensรฉe de la mort il incline

et il sent quโ€™il goรปte en cet instant

un petit fragment de paix รฉternelle.

โ€ฆCiรฒ che fu pianto

โ€ฆCiรฒ che fu pianto

cosรฌ in rugiada cala.

Il trepido passeggero,

chiunque di lรฌ passi si dilunga e sโ€™attarda,

guarda lโ€™immensitร  remota

e scorge segni premonitori

dellโ€™indubbia potenza

della saggezza divina

e, percorso da un subito pensiero,

si slaccia le scarpe

e percorre scalzo in silenzio

il ridente sentiero,

al pensiero della morte inclina

e sente di gustare in questโ€™istante

un briciolo di eterna pace.


dai quaderni manoscritti del 1936, inedito
traduzione JcV

***

Cโ€™รฉtaient roses dโ€™hiver


Cโ€™รฉtaient des roses dโ€™hiver

pour toi mises de cรดtรฉ

que pour un petit ouragan

jโ€™embellirai ce soir.

Autant que tu peux,

si les nuages sont dรฉmentiels,

je ne mettrai pas sens dessus dessous.

Un petit sous-cadre triste de fleurs cโ€™รฉtait,

autant que moi je suis pour un silence pur

heureux de naufrager vers toi

ร  prรฉsent dans le noir.

Erano rose dโ€™inverno

Erano rose dโ€™inverno

per te messe in disparte

che per un piccolo uragano

abbellirรฒ stasera.

Quanto puoi,

se le nuvole sono folli,

non metterรฒ a soqquadro.

Un piccolo quadro triste era di fiori,

quanto io sono per un silenzio puro

felice che naufraga verso di te

ora nel buio


da Avaro nel tuo pensiero, inedito, 1955
traduzione JcV

***

Au-dessus des murmures carrรฉs

Au-dessus des murmures carrรฉs,

de vague en vague, au-dessus dโ€™un sommet ancien

perdu, en janvier, tes rรชves

sont aujourdโ€™hui exigus.

De denses nuages apparaissent

et ce ne fut plus que rรชve,

une vanitรฉ qui doucement oscille

dans tes mains mesurรฉes.

Une saveur

elles avaient, de neige

qui tendrement, intรฉrieurement brille.

Sopra mormorii quadrati

Sopra mormorii quadrati,

di onda in onda, sopra una vetta antica

perduta, di gennaio, i tuoi sogni

sono oggi esigui.

Nubi dense appaiono

e non fu piรน che sogno,

una vanitร  che lievemente oscilla

dentro le tue mani modiche.

Un sapore

esse avevano di neve

che teneramente, internamente brilla.

da Avaro nel tuo pensiero, 1955 โ€“ inedito –
traduzione CIRCE

***

Au ralenti les mรชmes substances


Au ralenti les mรชmes substances

tu les vois. Ce nโ€™est manquement de soleil

la lumiรจre qui fait dรฉfaut, le plein calme, le bois,

une goutte, une lumiรจre, une maison,

lโ€™apparence chรฉrie de personnes mortes,

comme la saveur est solide, le fruit du citronnier

et dans un autre jour contigu ta frigide torpeur.

Au-dessus des os, sur les choses mรชme

est opaque assidรปment, en une fleur,

dรฉsert le battement du coeur.

A rilento le stesse sostanze

A rilento le stesse sostanze

vedi. Non รจ mancanza di sole

la luce che vien meno, la calma piena, il bosco,

una gocciola, una luce, una casa,

la cara sembianza di persone morte,

comโ€™รจ solido il sapore, il frutto del limone

e in altro giorno attiguo il tuo gelido sopore.

Sopra le ossa, su le medesime cose

รจ opaco assiduo, in un fiore,

deserto il batticuore.

da Avaro nel tuo pensiero, 1955 โ€“ inedito –
traduzione CIRCE

***

XI

Des pas, blancs, et le bord de mer

contigu. Une insolite paix de vivre

parmi les galets blancs. Un souvenir

pouvait sโ€™รฉteindre dโ€™une autre vie.

Je savais les rubans rรชveurs

et un silence glabre.

Mais un tourbillon secoue

et toi ร  rebours lentement tu voyais

XI

Bianchi i passi e la marina

attigua. Unโ€™insolita quiete di vivere

fra i bianchi sassi. Poteva spegnersi

un ricordo di unโ€™altra vita.

Io sapevo i nastri sognanti

e un silenzio glabro.

Ma un turbine scuote

e tu a ritroso lentamente vedevi

dai quaderni manoscritti del โ€™57 โ€“ inedito –
traduzione CIRCE

***

Si passible lโ€™รฉcho aux frontiรจres


Si passible lโ€™โ€™รฉcho aux frontiรจres

รฉtait invisible signe et รฉtranger

incertain depuis toujours, moi aussi je passe

dans une lรฉgรจretรฉ ombreuse, charnue,

chantante rare de lignes.

Se passibile lโ€™eco ai confini

Se passibile lโ€™eco ai confini

era invisibile segno e straniero,

dubitato da sempre, passo anchโ€™io

dentro una lievitร  ombrosa, carnosa

canora rara di linee.

da Avaro nel tuo pensiero, 1955 โ€“ inedito –
traduzione CIRCE

***

III


Cโ€™รฉtait un grand matin penchรฉ

et hors de ton silence la loi.

Puis ils posaient des jeux, ou รฉtaient-ce

de grandes corolles dโ€™arbres,

parce quโ€™on se sentait plus pauvre.

Puis fut vrai un regard

et un mรฉditatif ร  la fin pour les deux.

Jโ€™ignorais ce qui sโ€™entrecroisait sur cette rampe

ou รฉtait-ce un et invisible, qui comme eau gรฉmit

toujours ร  la tempe.

Je regardais de ton glabre cรดtรฉ.

III

Era una grande mattina china

e fuori del tuo silenzio la legge.

Poi ponevano giuochi o erano

grandi corolle dโ€™albero,

perchรฉ uno si sentiva piรน povero.

Poi fu vero uno sguardo

ed uno meditabondo alla fine in due.

Io non sapevo ciรฒ che si intersecava su questa ringhiera

o era uno ed invisibile che come acqua geme

sempre alla tempia.

Io guardavo sul tuo glabro lato.

dai quaderni manoscritti del โ€™57 โ€“ inedito –
traduzione CIRCE

***

CLIV

ce disque qui mouille ร  prรฉsent muet de lune

et tu calmais avec le sang la moindre ivresse,

รฉtait dโ€™une aile

dont tu vois la lรฉgรจretรฉ tomber dans le rรชveโ€ฆ

ร  partir dโ€™ici ร  prรฉsent lโ€™on danse,

ร  prรฉsent lโ€™on rรชve.

CLIV

questo disco che ora irrora tacito di luna

e tu calmavi col sangue qualunque ebrezza,

era di unโ€™ala

la cui lievitร  vedi cadere nel sogno โ€ฆ.

a partire da qui ora si danza,

ora si sogna.

da Quaderni di Villa Nuccia, 1959-60
traduzione JcV

***

Je ne peux me dissuader

Je ne peux me dissuader moi aussi

si moi aussi je repense. Un passage lugubre

sur le corps, une comรจte cโ€™รฉtaient

et pour que la joie ne soit pas toujours calme

tenue avec fougue, plus poreuse

quโ€™un sommet dโ€™air enflรฉ

qui coรปte trop, รงa ne pouvait plus รชtre.

Dedans une cage sur le pavรฉ je parle

et je dรฉnombre les heures de mon jour.

Je repeuple mon temps de ces ombres

lasses et je parle tout seul ou me corromps

dans un fragile groupe et dissimule,

parce que les veines enflรฉes de lโ€™air

รฉtaient une porte visqueuse qui plus ne correspond

et, sauvรฉe lร -haut une fois encore,

รฉtait dโ€™un autre sommet qui va plus haut

et ne varie pas.

Non posso dissuadermi anchโ€™io

Non posso dissuadermi anchโ€™io

se anchโ€™io ripenso. Un passo lugubre

sul corpo, una cometa erano

e purchรฉ la gioia non sia sempre quieta

tenuta con furia, piรน porosa

di una vetta dโ€™aria tumida

che costa troppo non poteva piรน essere.

Dentro una gabbia sul selciato parlo

e numero le ore del mio giorno.

Ripopolo il tempo mio con ombre

stanche e parlo da solo o mi corrompo

in un gruppo fragile e dissimulo,

perchรฉ le vene tumide dellโ€™aria

erano una porta viscida che non piรน risponde

e, salvata in alto unโ€™altra volta,

era da unโ€™altra vetta che va piรน in alto

e che non varia.

da Avaro nel tuo pensiero, 1955 โ€“ inedito –
traduzione CIRCE

***

Je me souviens ce qui รฉtait semblable ร  la roue

Je me souviens ce qui รฉtait semblable ร  la roue

et bien que non plus riche

tant dans ses rayons รฉtait lรฉgรจrement tremblรฉe,

รฉtait dรฉjร  vraie une journรฉe timide

vulnรฉrable.

Etait vraie son opaque

humble origine.

Une fรชte

apparaissait dรฉjร  dans une รฉtoile.

Ricordo cosa fosse simile alla ruota

Ricordo cosa fosse simile alla ruota

e sebbene non piรน ricca

quanto nei raggi suoi era lievemente smossa,

era giร  vera una giornata timida

indifesa.

Era vera lโ€™opaca

sua umile origene.

Una festa

appariva giร  dentro una stella.

da Avaro nel tuo pensiero, 1955 โ€“ inedito –
traduzione CIRCE

***


Si je me tourne et regarde

Si je me tourne et regarde autour

de moi ce nโ€™รฉtait volontรฉ

de prรฉsage. Aussitรดt me plie,

timide ligne, un baiser de toi.

Une nouveautรฉ cโ€™รฉtait, de rendre

ร  la pleine lune que je cache

silence fait branches, enchevรชtrรฉes

profond, et, de branche

en branche, les feuilles dans les mains,

une pรขle joue

ou une paupiรจre dรฉjร  รฉthรฉrรฉe

sur la pointe des doigts

qui timide se dรฉcolore.

Jโ€™apprends ainsi

devant une faible lumiรจre penchรฉ

le faible dรฉclin du silence

de la vie.


Se guardo e mi volgo attorno

Se guardo e mi volgo attorno

non era volontร  di prendere

presagio. Subito mi piega,

linea timida, un tuo bacio.

Una novitร  era rendere

al plenilunio che nascondo

silenzio fatto rami, intricati

nel profondo, e, di ramo

in ramo, le foglie nelle mani,

una pallida guancia

o una palpebra giร  lieve

sulla punta delle dita

che timida scolori.

Imparo cosรฌ

di fronte ad una fiavole luce chino

il fievole declino del silenzio

della vita.

da Come in dittici, 1956
traduzione JcV

***

Si mรชme je me tourne et reviens

Si mรชme je me tourne et reviens

en arriรจre je ne sais ร  quel point elle รฉtait dรฉjร 

ou รฉtait demain ou est-ce un รฉcheveau

de corps; et mรชme si la richesse

nโ€™est pas la commotion du temps,

quelque chose dรฉjร  reste, je vois formรฉs

les lieux nus des bois, les nombres

du temps, intenses les appels.

ร€ partir dโ€™ici ils parlent

dโ€™une saison hors dโ€™elle

ou de choses inertes et, de chose

en chose, est dรฉjร  vraie lโ€™origine,

une image dโ€™un vertige

dโ€™une rรฉgion infรฉconde

dans lโ€™habituelle mort

qui la torture.

Je savais ร  quel point รฉtaient assidus sur les prรฉs

les appels ; ร  ces racines ils racontent

les silences, ondulantes les routes,

dans les mers, et, de toute maniรจre,

en un point รฉtait une marge

dโ€™une berge creusรฉe dans les eaux,

un refuge si solitaire quโ€™il naquit

un jour dans le repos de son corps fragile.

Distillent des gouttes ferventes les nues

restรฉes ร  lโ€™รฉcart ou arides

brillent sur des balustrades dโ€™air,

oรน une vie tente une forme

qui en elle-mรชme variรฉe se verse.

Une fixe fumรฉe neigeuse

parfois sโ€™insinue, un lรฉger

disque laissรฉ derriรจre soi,

muet mรฉnisque du creux des mains,

sous terre. Non plus la brume

grise ne bat assidue ร  la tempe

qui ne fait plus mal. Sur la terre,

entrant depuis une impalpable

masse, cโ€™est lโ€™habituelle main

qui la renverse.


Se pure mi volgo e ritorno

Se pure mi volgo e ritorno

indietro non so quantโ€™ ella giร  era

o era domani o รจ un viluppo

di corpi; e purchรฉ la ricchezza

non รจ la commozione del tempo,

qualcosa giร  resta, vedo formati

i luoghi nudi dei boschi, i numeri

del tempo, intensi i richiami.

A partire da qui parlano

di una stagione fuori di essa

o di cose inerti e, di cosa

in cosa, รจ giร  vera lโ€™origine,

unโ€™immagine di una vertigine

di una stagione infeconda

della medesima morte

che la tormenta.


Sapevo quanto assidui erano sui prati

i richiami; a le radici essi narrano

i silenzi, ondulanti le vie,

dentro i mari, e, comunque,

in un punto era un margine

di un argine scavato dentro acque,

un rifugio cosรฌ solitario che nacque

un diโ€™ nel riposo del corpo suo fragile.


Stillano gocciole fervide nuvole

rimaste in disparte o aride

brillano su balaustrate dโ€™aria,

dove una vita tenta una forma

che in se stessa varia si versa.

Un fermo fumo niveo

a volte subentra, un fievole

disco lasciato alle spalle,

tacito menisco dal cavo delle mani,

sotterra. Non piรน la nebbia

grigia batte assidua alla tempia

che non piรน duole. Sulla terra,

entrata da impalpabile

mole, รจ la medesima mano

che la rovescia.

da Come in dittici, 1956
traduzione JcV

***

IX

Peut-รชtre de turgides rameaux

et non de ceux-lร  la brune

haie รฉtait-elle amaigrie et en sรจches bandes passaient

les enfants avant que leur poids

rendu lรฉger nโ€™รฉclaircisse le rayon de la lune;


Mais oui, le creux hรฉmistiche, et puis les paroles

venaient comme des anges,

dans le val, en cohortes.


Et il ne passe plus dโ€™eux une parole brune.

IX

Forse da turgidi rami

e non da quelli la bruma

siepe era sparuta e passavano a schiere

arse i monelli prima che il loro peso

reso leggero rischiari il raggio della luna.

Ma sรฌ, il cavo emistichio, poi le parole

venivano come angeli,

nella valle, schierati.

E non passa piรน una loro parola bruna.

da Quaderni di Villa Nuccia, 1959-60
traduzione JcV

***

Lโ€™image (est languissante)

Lโ€™image (est languissante)

renversรฉe repose. Laissรฉe derriรจre

telle un demi-sommeil elle se remรฉmore

au-dessus des eaux et la surface contigรผe

est monotone et rรฉsonne.


Des cimes vers des cibles nouvelles

une ville resplendit et recueille

apaisรฉe, non plus toi seule. Une autre rive,

รฉcho endormi, รฉtait comme neige.


Le souffle รฉtait prรจs dโ€™une joie.

Cโ€™รฉtait une joie aprรจs lโ€™autre, dโ€™un lieu ร  lโ€™autre venue.

Se dรฉtache devant tes yeux,

lointaine, une lune non nouvelle.


Non plus heureuse (un philtre dโ€™amour

de rayons se dรฉverse) รฉtait-elle comme dans un chas

dans un de tes jours de fรชtes, un jour ร  toi, cโ€™รฉtait

venu comme une chance.

Lโ€™immagine (รจ languida)

Lโ€™immagine (รจ languida)

resupina riposa. Lasciata indietro

quale dormiveglia รจ memore

sulle acque e lโ€™attigua superficie

รจ monotona e risuona.

Da monti a mete nuove

una cittร  risplende e raccoglie

quieta non te piรบ sola. Unโ€™altra sponda,

eco dormente, era come neve.

Lโ€™alito era accanto a una gioia.

Una gioia era dopo lโ€™altra, da un luogo allโ€™altro giunta.

Si staglia ai tuoi occhi,

remota, una luna non nuova.

Non piรบ lieta (un filtro amoroso

di raggi si versa) era quanto dentro una cruna

in un tuo dรญ di festa, un tuo giorno, era

giunto come la fortuna.

da Sogno piรน non ricordo –
traduzione CIRCE

***

Si je me tourne et regarde

Si je me tourne et regarde autour

de moi ce nโ€™รฉtait volontรฉ

de prรฉsage. Aussitรดt me plie,

timide ligne, un baiser de toi.

Une nouveautรฉ cโ€™รฉtait, de rendre

ร  la pleine lune que je cache

silence fait branches, enchevรชtrรฉes

profond, et, de branche

en branche, les feuilles dans les mains,

une pรขle joue

ou une paupiรจre dรฉjร  รฉthรฉrรฉe

sur la pointe des doigts

qui timide se dรฉcolore.

Jโ€™apprends ainsi

devant une faible lumiรจre penchรฉ

le faible dรฉclin du silence

de la vie.

Se guardo e mi volgo attorno

Se guardo e mi volgo attorno

non era volontร  di prendere

presagio. Subito mi piega,

linea timida, un tuo bacio.

Una novitร  era rendere

al plenilunio che nascondo

silenzio fatto rami, intricati

nel profondo, e, di ramo

in ramo, le foglie nelle mani,

una pallida guancia

o una palpebra giร  lieve

sulla punta delle dita

che timida scolori.

Imparo cosรฌ

di fronte ad una fievole luce chino

il fievole declino del silenzio

della vita.

da Come in Dittici, 1954 โ€“ 56
traduzione J.C.V.

***

Glaciales apparences

Glaciales apparences, je connais la vie รขcre

des signes. Lโ€™espace nโ€™est pas fini.

Je me corromps. Je ne sais pas lโ€™aurore tel le voleur

du temps rapide sans issue. Est murmure

son sommeil ร  une rรฉponse au plus haut

dโ€™une tombe cachรฉe qui te transporte,

et, de transport en transport, cโ€™est le son

de lโ€™รชtre heureux, joie non limpide

calme dans son fond. Et si dans son voile

un corps sans poids est vu un pas derriรจre,

triste je te rรฉclame. Les ciels

sont abรฎmรฉs, apparus parmi un rayon.

Dans lโ€™รฎle qui les contient

est une hirondelle heureuse.

Gelide parvenze

Gelide parvenze, la vita acre dei segni

conosco. Non รจ finito lo spazio.

Io mi corrompo. Non so lโ€™aurora quale il ladro

del tempo rapido senza scampo. รˆ murmure

il suo sonno a una risposta a sommo

di una tomba nascosta che ti trasporta,

e, di trasporto in trasporto, รจ il suono

dellโ€™essere felice, gioia non tersa

calma nel suo fondo. E se nel suo velo

un corpo dietro un passo senza peso

vede, triste io ti domando. I cieli

sono sciupati, emersi dentro un raggio.

Nellโ€™isola che li contiene

รจ una rondine felice.

da Come in Dittici, 1954 โ€“ 56
traduzione CIRCE

***

Robes, chapeaux flottant au vent

Robes, chapeaux flottant au vent

et gants elles portent, et le souffle

dโ€™une chanson qui bat sur le front

et lโ€™รฉclat adouci des yeux

retient ; et si les vents

sont sans frontiรจres, voici,

sur les tuiles rouges, se montrent

lรฉgรจres les muses ; et cimes

et ville rรชvรฉe demeurent avec joie,

ร  prรฉsent que verse lโ€™huile

dโ€™une vaine lampe une vaine jeune fille;

et les pays perdus du temps

en une lumiรจre qui les estompe gรฉmissent

en une vaine poursuite.


Abiti, svolazzanti cappelli

Abiti, svolazzanti cappelli

e guanti portano e lโ€™alito

di una canzone che batte in fronte

e il mesto bagliore degli occhi

trattiene; e se i venti

sono senza confine, ecco,

sulle tegole rosse, appaiono

leggere le muse; e cime

e cittร  fantastica stanno con gioia,

ora che olio versa

da una vana lucerna una vana fanciulla

e paesi persi del tempo

in una luce che li smorza gemono

in una vana rincorsa.

da Ma Questoโ€ฆ
traduzione CIRCE

***

Si pour peu jโ€™entends


Si pour peu jโ€™entends et enlรจve ร  la voix

ne me reste quโ€™une image

pour finir. Ce fut jaillissement

tranquille ta vie comme une eau,

aussi proche sa mince explication.

Le taciturne lent dรฉroulement des saisons

te va bien. Jโ€™ignore en quel artefact

rarรฉfiรฉ mouvement des monts ou ร  peu prรจs semblable

humble รฉtait fait aux origines. Pouvaient pourtant

se dรฉvelopper en silence, une migration

glaciale, un pur espace

en pures pauses dโ€™ombres.

Egale enfle et rรฉsonne la brise

et rรฉpond. Le matin sur la colline inclรฉmente

รฉtait la cause des songes.

Se per poco odo

Se per poco odo e tolgo a la voce

non mi resta che unโ€™immagine

per finire. Fu scaturigine

quieta la tua vita come acqua,

cosรญ partecipe esigua la spiegazione.

Il taciturno lento svolgersi delle stagioni

ti si addice. Non so in quale artefatto

rarefatto moto dei monti o pressochรฉ simile

umile era fatto alle origini. Pure potevano

svilupparsi il silenzio, una migrazione

gelida, un puro spazio

in pure pause di ombre.

Uguale lievita e riecheggia la brezza

e risponde. Il mattino sul colle inclemente

era la causa dei sogni.


da Ma Questoโ€ฆ
traduzione J.C.V.

***


27 juin 1936

Jโ€™ai fait un mauvais rรชve cette nuit.

Jโ€™avais lโ€™impression quโ€™une forรชt

piquetรฉe de lacs mโ€™envahissait.

Des enfants plaintifs, tremblants,

jouaient sur mon oreiller.

27 giugno 1936

Ho fatto un brutto sogno stanotte.

Mi pareva che una foresta

perlata di laghi mโ€™invadesse.

Tremuli queruli fanciulli

giocavano sul mio guanciale.


Lorenzo Calogero, dai quaderni del 1936 โ€“ inedito –
traduzione CIRCE

***

Je vois des anges vagabonds

Je vois des anges vagabonds et une clartรฉ lunaire.

Sโ€™immerge une marรฉe et deviennent grappes

les sons sur les couleurs. Resplendissante

court lโ€™haleine dans le vol assidu. Ferme,

restรฉe en arriรจre, lente รฉtait lโ€™origine

de la lumiรจre tacite et, si je retiens,

en un doigt, ton mouvement rendu vivant

et visuel ร  lโ€™intรฉrieur dโ€™un cercle dโ€™immobile

splendeur, je retiens aussi mon souffle

sur la vaine surface, restaurรฉe, qui  me reste.

Informes les morts entendent. Nuages

sont รงร  et lร  รฉtendus; ils ont envahi

de lโ€™arc du tremblant horizon ร  lโ€™รฉcart

son impรฉtueux immense rond.

Vedo angeli vaganti

Vedo angeli vaganti e una chiaritร  lunare.

Sโ€™immerge una marea e sono grappoli

i suoni sui colori. Splendente

corre lโ€™alito nel volo assiduo. Ferma,

rimasta indietro, lenta era lโ€™origine

della luce tacita e, se trattengo,

in un dito, il tuo moto reso vivo

e visivo dentro un cerchio di immobile

splendore, trattengo anche il mio respiro

sulla vana superficie, resa desta, che mi resta.

Informi i morti odono. Nuvole

sono qua e lร  distese: hanno invaso

dellโ€™arco del discosto tremulo orizzonte

il suo impetuoso immenso giro.

Lorenzo Calogero, da Sogno piรน non ricordo, 1956 โ€“ 58
traduzione CIRCE

***

Tout รฉtait calme solaire

Je me souviens des temps passรฉs, antiques.

Tout รฉtait accueilli dans le calme

taciturne lent dรฉroulement des saisons,

dans le rรฉgulier solaire cycle du jour.

Tout se mouvait lent et tranquille

presque sans raison.

Jโ€™รฉcoutais la voix premiรจre des bergers

aux confins des temps solitaires,

tant que ne me la reprenait pas

la voix impรฉtueuse du vent.

Je marchais par de riants rรฉveillรฉs sentiers.

Lร  sโ€™arrรชtait la premiรจre

de mes juvรฉniles espรฉrances.

Dans ce soleil clos

se mouvaient mes premiers pas.

Le cri des passions

nโ€™รฉtait pas encore solitaire entrรฉ

dans le creux des veines me secouer.

Tout รฉtait calme solaire

comme un jour ouvert.

Tutto era calmo solare

Io mi ricordo dei tempi passati, antichi.

Tutto era accolto nel calmo

taciturno lento svolgersi delle stagioni,

nel regolare solare ciclo del giorno.

Tutto si muoveva lento quieto,

quasi senza un perchรฉ.

Ascoltavo la prima voce dei pastori

al limite dei tempi solitari,

finchรฉ non me la ritoglieva

la voce impetuosa del vento.

Camminavo per ridesti ridenti sentieri.

Lร  si fermava la prima

mia giovanile speranza.

Dentro quel chiuso sole

si muovevano i miei primi passi.

Lโ€™urlo delle passioni

non era ancora solitario entrato

nel cavo delle vene a scuotermi

Tutto era calmo solare

come un giorno aperto.Soprattutto negli anni Cinquanta, Calogero era solito alternare, nei suoi quaderni di scolaro in cui scriveva di tutto con una penna non stilografica ma con una semplice asticella dotata di pennino, poesie e prose in una sorta di diario perpetuo. Si tratta di una prosa interessante. Amelia Rosselli, che ne รจ estimatrice, lโ€™apprezza per la sua complessitร . Complessitร  che ha la stessa radice della poesia, perchรฉ Calogero รจ sempre al di qua della poesia, al di qua della prosa: voglio dire che in lui segno e senso non coincidono. Un uguale complessitร  era in Lautrรฉamont e Artaud; come Artaud e Lautrรฉamont anche Calogero doveva essere convinto che sarebbe venuto il tempo della poesia fatta da tutti; come Artaud e Lautrรฉamont, anche Calogero preferiva viverla la poesia prima di farla.
Lโ€™eventuale sua pubblicazione e pubblicitร  era sempre un di piรน per questโ€™uomo estremamente felice sino a quando glielo hanno consentito. In ogni modo prima di arrivare ad una stesura definitiva, egli impiegava diverse stesure e, anche in quella definitiva, si accaniva ad inseguire lโ€™impossibile aver luogo del linguaggio. Con questi presupposti รจ inutile bussare alle porte di Einaudi, Mondadori, Rizzoli o Garzanti. Nessuno di loro โ€“ e per loro gli addetti โ€“ rischierร  mai sul nome di Calogero. Se qualcosa verrร , bisogna attendere qualche Editore francese o inglese.
Solo a costoro ci si poteva rivolgere perchรฉ in questi Paesi non sono esistiti Petrarca, Bembo, Monti e Dโ€™annunzio, Soffici e Papini. Siamo in grado di fornire un saggio di una lettera di Calogero a uno degli addetti ai lavori per le ยซgrandiยป Editrici italiane, sicuramente Vittorio Sereni, persona, tra lโ€™altro, umanissima. Si tratta di una lettera che รจ, in sostanza, il suo manifesto e la sua poetica. Noi ne riproduciamo solo una parte:

LORENZO CALOGERO NELLA TRADUZIONE DI STEFANIE GOLISCH

Im Zeichen extremer Spannungen vollzieht sich das Leben des italienischen Dichters und Arztes Lorenzo Calogero ( 1910-1961). Als es ihm im Mรคrz 1961 in einem dritten Versuch gelingt, seinem Leben ein Ende zu setzen, haben sich seine Krรคfte lรคngst erschรถpft. Zu groรŸ sind die kรถrperlichen und seelischen Belastungen geworden, um ihnen lรคnger stand zu halten. Calogero hat sich in seinem Lebenskampf, der um zwei groรŸe Themen, die Liebe und die Poesie, kreist, verausgabt und hat am Ende verloren.

Lorenzo Calogero โ€“ Poesie (Gedichte)

Eisige Erscheinungen

Eisige Erscheinungen, das herbe Leben der Zeichen
kenne ich. Nicht endlich ist der Raum.
Ich lasse mich tรคuschen. Ich weiรŸ die Morgenrรถte nicht,
den Zeitdieb, rasch, ausweglos. Ein Murmeln
ist sein Schlaf auf eine Antwort auf der Hรถhe eines
verborgenen Grabes, deinem Wegweiser
und, von Wegweiser zu Wegweiser, ist es das Gerรคusch
glรผcklicher Wesen, unreiner Freude
ruhig an ihrem Grund. Und wenn sie in ihrem Schleier
einen Leib hinter sich sieht, einen schwerelosen Schritt,
frage ich dich traurig. Die verbrauchten Himmel
tauchen auf in einem Strahl.
In der sie bergenden Insel
ist eine glรผckliche Schwalbe.

Gelide parvenze

Gelide parvenze, la vita acre dei segni
conosco. Non รจ finito lo spazio.
Io mi corrompo. Non so lโ€™aurora quale il ladro
del tempo rapido senza scampo. รˆ murmure
il suo sonno a una risposta a sommo
di una tomba nascosta che ti trasporta,
e, di trasporto in trasporto, รจ il suono
dellโ€™essere felice, gioia non tersa
calma nel suo fondo. E se nel suo velo
un corpo dietro un passo senza peso
vede, triste io ti domando. I cieli
sono sciupati, emersi dentro un raggio.
Nellโ€™isola che li contiene
รจ una rondine felice.

***

Engel des Morgens

Engel des Morgens,
weckโ€™ mich wieder fรผr die neue
schimmernde Frรผhe, die den Himmel
rรถtet oder zerreiรŸt.

Ich bin ein seltsamer Bettler
um Liebe und Worte,
ein einsamer Wanderer
gegen das Licht- und Sonnenland.

Tragโ€™ mir dein Glรคnzen zu,
wandernder Engel,
in deinem unendlichen Glรคnzen
deinen wissenden Gebรคrden,

und lass mich wachsen im Wunderbaren,
das du in den schwarzen Augen
ewiger Rรคtsel sammelst
und unter Wimpernbรถgen verbirgst.

Lass mich wissen, was du weiรŸt
wie dein Mund sich spiegelt;.
wandelbar ist in meinem verbitterten Herzen
eine Musik, eine magische Gestalt unterm prasselnden Regen.

Angelo della mattina

Angelo della mattina
risvegliami ancora
per la nuova fulgente aurora
che sโ€™arrossa sullโ€™orizzonte o sโ€™incrina.

Io sono uno strano mendicante
che chiede amore e parole,
sono un solitario emigrante
verso le terre della luce e del sole.

Vienimi coi tuoi fulgori,
angelo che non ristai,
coi tuoi infiniti fulgori
colle movenze che tu sai,

e crescimi delle meraviglie,
di quanto raccogli negli occhi neri,
degli infiniti misteri
che tu celi dentro lโ€™arco dei cigli.

Fammi conoscere ciรฒ che tu conosci
i riflessi della tua bocca chiara;
mutevolmente nel mio cuore giร  amara
รจ una musica una magica forma, in una pioggia che scrosci.

***

Liebesbriefe

Den Himmeln, Winden, Meeren
allen verflieรŸenden Formen des Universums
schickte ich Liebesbriefe.
Sie antworteten mir
mit taufeuchter
Langsamkeit der Liebe,
und ich legte mich
auf ihren versengten Gipfelzacken
nieder wie auf einen Windwald.

Vom Ozean kam mir ein Sohn zur Welt.

Lettere dโ€™amore

Mandai lettere dโ€™amore
ai cieli, ai venti, ai mari,
a tutte le dilagate
forme dellโ€™universo.
Essi mi risposero
in una rugiadosa
lentezza dโ€™amore
per cui riposai
su le arse cime frastagliate loro
come su una selva di vento.

Mi nacque un figlio dellโ€™oceano.

***

Das Werk

Das Werk
fรคllt niemals
zerbricht nicht,
ist ewig.
Froh oder traurig
begeistert und vielgestaltig,
unwandelbar vor den
Schlรคgen der Zeit,
bezeugt es
eine unsterbliche Zeit.

Unbewegt seine nackte Stirn,
fest unter den Sonnenstrahlen,
die es zwischen den reglosen
Daumen des Universums vergoldet.

Dann und wann stieben Funken
von ihm, die das braune Haar
der Schulkinder vergoldet
und ihren Schlaf
zu erster Begeisterung weckt.

Lโ€™opera

Lโ€™opera
non cade mai,
non si frantuma,
rimane eterna.
Gioiosa o mesta,
entusiasta e molteplice,
rimanendo immutata
ai colpi del tempo,
รจ testimone
di un tempo immortale.

La sua nuda fronte
rimane ferma, soda
sotto i raggi del sole che lโ€™indora
fra i pollici fissi dellโ€™universo.

Da essa a volte cadono scintille
che indorano la bruna chioma
dei fanciulli che vanno a scuola
svegliandoli dal letargo
nel primo entusiasmo.

***

Kleider, flatternde Hรผte

Kleider, flatternde Hรผte
und Handschuhe tragen sie und den Hauch
eines Liedes, der an die Stirn schlรคgt,
und das traurige Schimmern der Augen
zurรผckhรคlt; und sind die Winde
grenzenlos, dann erscheinen
auf roten Dachpfannen leichtfรผรŸig
die Musen; und Freude erfรผllt die Gipfel
und die phantastische Stadt
nun, wo ร–l aus einer vergeblichen Lampe tropft,
einem vergeblichen Mรคdchen
und zeitverlorene Orte
in einem sie dรคmpfenden Lichte stรถhnen,
in einem vergeblichen Anlauf.

Abiti, svolazzanti cappelli

Abiti, svolazzanti cappelli
e guanti portano e lโ€™alito
di una canzone che batte in fronte
e il mesto bagliore degli occhi
trattiene; e se i venti
sono senza confine, ecco,
sulle tegole rosse, appaiono
leggere le muse; e cime
e cittร  fantastica stanno con gioia,
ora che olio versa
da una vana lucerna una vana fanciulla
e paesi persi del tempo
in una luce che li smorza gemono
in una vana rincorsa.

***

Schau zur Seite

Schau zur Seite. Der gelbe Sockel
klingt nicht mehr. Erbitterter
das nicht mehr junge Gerรคusch.
Nutzlos ist รผberm Gras nun die Erinnerung,
bemalter Grabstein aus Kristall.

Nicht langsamer flieรŸt von hier
volltรถnend der Ursprung,
mit lauter Stimme oder der Gipfel,
und es entblรคttern sich die Hyazinthen,

Du kommst! Die rasche Stunde,
sternfรถrmiger Duft, diese kleinen
Ideen wie ein Talisman
in Inseln und alle Notwendigkeiten
fallen.
Eine Flรถte fault
am schwachen Jahresende
das Lachen der Brust im unersรคttlichen Flรผgel
zum jรคhen trocknen Gestank der Zeit
der flachen Luft.

Gestern wie heute waren sie mรผde und
Keuchten, und im verstreuten Gesicht,
trocken und verwirrt, das leichte
stille Ende eines anderen Tages.

Guarda a lato

Guarda a lato. Non piรน risuona
il plinto giallo. Sโ€™inacerba
il rumore non piรน giovane.
Non giova piรน sullโ€™erba la memore
dipinta lapide di cristallo.

A partire da qui non piรน lenta
sonora scorre lโ€™origine
ad alta voce o la cima
e si sfogliano i giacinti.

Tu giungi! Lโ€™ora veloce,
lโ€™odore a stella, queste piccole
idee come un talismano
nelle isole e lo stretto necessario
cadono.
Marcisce un flauto
alla fine debole di un anno,
il riso del seno nellโ€™ala vorace
al brusco secco tonfo del tempo
dellโ€™aria abbassata.

Ieri come oggi sonnolente
anella erano e, nel viso sparso
secco confuso, la fine aerea
ferma di unโ€™altra giornata.

***

Du hรถrtest die WeiรŸe

Du hรถrtest die WeiรŸe, nun siehst du sie. Nicht mehr!
Rรคtselhaft fielen sie beide
als zeigten die Sonnen
ihre braunen Gesichter. Und mรคnnlich,
wie am Grund klares Wasser,
entreiรŸt sie sich dir in den Tiefen ihrer selbst,
vor dir verberge ich mich. Vergeblich streifte
ein Kleid dein ungewisses Leben, eine teure Freude
in der Dichte,
nackte Stimme ein Fels.

Grรผne Iris verkauft
eine Wolke dem Frรผhling im Nu
und flieht
im nahenden Sturm.

Die Hรคrten, die der Bach verschloss,
waren ein teurer Chor der ewig
geรถffneten Zeichen, ein zarter keuscher Gesang
der Pappeln leewรคrts des Finken.

Se bianco udivi

Se bianco udivi ora vedi. Non piรน!
Misteriosamente due a due
caddero come si volsero bruni volti
i soli. E virilmente
come giรน e giรน acqua limpida
nel fondo da se stessa si strappa
da te io mi nascondo. Lambiva
la tua vita incerta una veste
inutilmente, una cara gioia nel folto
nuda voce uno scoglio.

Verdi iridi vende in un soffio
una nube a primavera
su una tempesta subitamente
rapida partendo.

***

Zwischen dir und mir

Zwischen dir und mir bleibt heutโ€™ Abend
ein Zwiegesprรคch wie dieser
braune Engel, seitlich im Halbschlaf
ruhend. Ich frage dich nicht
dies oder jenes und nicht, wie
aus der Mutter Trรคnen nรคchtens
dein Weinen erwacht.

Wenn du dich quรคlst,
ist Efeu nicht Frรผhe oder fรคrbt sich.
Ein Veilchen, verschleiert oder schmerzend
und es wiegt sich die duftende Wolke
am glรคnzenden Horizont aus Reif.
Das bleibt von vergeblicher Hoffnung
oder flieht rasch
oder ereignet sich in aller Stille.
Die fleischigen Segel, die Nebelvliese
gestirnte Ursprรผnge, Angreifer der Luft,
geschwollene Venen der Wege, die Stunden.

Kein Echo hallt
zwei Mal in den Felsen, auf dieser
Wiese, wo Rot ist und von Rot zu Rot,
vergeblicher der blasse Samt
bald rosa, bald aufgewรผhlt.

Man spricht weder traurig noch heiter;
frรผh ist es oder spรคt, denn nah und freundlich
erwacht im ReiรŸen des zarten Halms
neben mir traurig dein Abend, zรคrtlich
frage ich dich.

Rimane fra me e te

Rimane fra me e te questa sera
un dialogo come questo angelo
a volte bruno in dormiveglia
sul fianco. Non ti domando
nรฉ questo o quello, nรฉ come
da materne lacrime si risveglia
di notte il tuo pianto.

Se i tormenti sono tristi,
lโ€™edera non รจ mattina o si colora.
Si vela o duole una viola
e dondola nube odorosa
su lโ€™orizzonte lucida di brina.
Ecco quanto di tanta vana speranza resta
o fugge rapida o semplicemente,
silentemente accade.
I carnosi veli, i velli di bruma,
le origini stellate assalgono lโ€™aria,
le tumide vene delle vie le ore.

Non lโ€™eco rimbalza
due volte sulle rocce, su questo
prato, ove sono rosse, e, di rosso
in rosso, รจ vano il pallido velluto
ora rosa ora smosso.

Non si parla nรฉ triste nรฉ lieto;
e presto o tardi, perchรฉ a fior di labbro
gentilmente nel filo tenue dellโ€™erba
tristemente lacerando si risveglia
la tua sera accanto, dolcemente
io ti domando.

***

Senkrecht in der Leere

Senkrecht in der Leere
Spuren waren es, Grenzen, und auf dieser Seite
der Wind, auf Wiesen wo man nichts hรถrt,
dessen ich mich nicht entsinne;
und weiรŸt du, wie lรคstig ein Zweig war,
und er leitet mich und scheidet mich von
der Luft, die ich nicht liebe. Eine verhรผllte
Gegenwart des Seins erkenne ich nicht mehr,
die Gewohnheit des Wachsens und nicht genug:
wenn ich stehen bleibe, war schon ein Atemhauch
zu viel und der Rest. Gewunden und wach
zerrรผttet mich das vergebliche Atmen der Bรคume
in ihrer mannigfaltigen SรผรŸe.
Eine Glรคtte die im Raum erscheint,
erleidet die Leere, die Unordnung, das Sinken
des sterbenden Alters. Ein Atem aufersteht aus Tau.

Die selbstverstรคndlichen Rufe, ein Atemholen
eine Einsamkeit hรถren sie schon.

In einem Nebel wie diesem, soviel weiรŸ ich
nun, ist deine Gegenwart
aus der Gnade gefallen
wie das Leiden aus dem Wachen
seines Flugs.

Perpendicolarmente a vuoto

Perpendicolarmente a vuoto
tracce erano, limiti, e da questa parte
il vento, in prati ove non si odono
cose di cui non mi ricordo;
e sai quanto noioso un ramo
era e mi guida e dallโ€™aria
mi divide che non amo. Piรน non riconosco
una larvata presenza di essere,
unโ€™usanza di crescere e non basta:
se mi soffermo un poco un soffio
era giร  troppo e il resto. Sinuoso
e sveglio un vano respiro dโ€™albero
corrompe me pure in una dolcezza varia.
Una levigatezza che apparve nello spazio
soffre il vuoto, il disordine, il discendere
dellโ€™etร  morente. Un alito ricrebbe nella guazza.

I sottintesi richiami un respiro dโ€™aria,
una solitudine giร  odono.

Nella nebbia, per quanto so
ora, come in questa, รจ partita
la tua presenza dalla grazia
come la sofferenza dalla veglia
del suo volo.

testo tratto da

http://rebstein.wordpress.com/2009/09/16/gedichte-ii-lorenzo-calogero-nella-traduzione-di-stefanie-golisch/

***

Winterrosen waren es

Winterrosen waren es,

aufgehoben fรผr dich,

einen kleinen Orkan

schmรผcke ich heute Abend aus.

Was immer du auch tust,

wenn die Wolken rasen,

werde ich keine Unordnung stiften.

Ein kleines trauriges Blumenbild,

doch ich bin fรผr die reine Stille,

die glรผcklich dir zu scheitert

jetzt, wenn es finster wird.

Erano rose dโ€™inverno

Erano rose dโ€™inverno

per te messe in disparte

che per un piccolo uragano

abbellirรฒ stasera.

Quanto puoi

se le nuvole sono folli,

non metterรฒ a soqquadro.

Un piccolo quadro triste era di fiori,

quanto io sono per un silenzio puro

felice che naufraga verso di te

ora nel buio.

da unโ€™inedito di โ€œAvaro nel tuo pensieroโ€, traduzione di Stefanie Golische.

Einleitung zu Worte der Zeit (Siena, Maia,1956)

(traduzione della premessa che Calogero scrisse per la pubblicazione di Parole del tempo, disponibile in italiano in questo sito nella sezione dedicata alla prosa, ndr)

Die Publikation dieser Verse, die vor vielen Jahren geschrieben wurden, legt Zeugnis ab von dem, was andere und bedeutendere Dichter bereits รผber die Lyrik gesagt haben, dass nรคmlich alles, was mittels des Wortes ausgedrรผckt werden kann, lediglich einen begrenzten Wert hat, wenn man es am Leben selbst misst. Absoluten Wert hat das Wort lediglich in seinem eigenen Bereich, wo seine AuรŸerordentlichkeit  wiederum nur in begrenztem Umfang begriffen werden darf, da wir mit Sicherheit annehmen kรถnnen (ich glaube nicht, dass man beim derzeitigen Stand der Definition des Lebens im Allgemeinen und des Ausdrucks im Besonderen, dagegen etwas einwenden kann), dass das Wort im absolutesten Sinne, den man sich vorstellen kann, in seinem originรคren Sinne, an seinem Ursprung also, bereits integrativer Bestandteil des Lebens ist; deshalb ist alles, was mittels des Wortes ausdrรผckt werden kann und nicht dem Originรคren und dem Ursprung des Ausdrucks geschuldet ist, nur ein begrenzter Wert und  nicht zuletzt auch  dem Leben selbst gegenรผber.Und sollte jene Vorstellung von Dichtung, welche die Zeugnisse anderer und bedeutenderer Dichter zum Ausgangspunkt nimmt, nicht ausreichen, um die Publikation der Jugendgedichte eines nicht mehr jungen Autors zu rechtfertigen, so lasse ich mir eine รœberlegung zu Hilfe kommen, die, lebendig und reich an  Bedeutungen, den Wert des โ€žZeugnissesโ€œ  an sich zum Gegenstand hat. Ginge es um Erkenntnis allein, verlรถre die Sache, beziehungsweise deren Begrรผndung, unverzรผglich an Wert, wenn sie das Bewusstsein streiften, wo die Begrรผndung und die Sache selbst  keine andere Begrรผndung enthalten und keine andere Sache, die kontinuierlich ins Unendliche verweist. Es bliebe dann keine noch so vage Spur eines unendlichen Verweises, es sei denn der philologische Wunsch, sich in die verborgenen Bedeutungen eines einfachen Wortes zu versenken. Doch wenn auch dies nur Material rein doktrinรคrer Philosophie wรคre, so kรถnnte eine weitere Begrรผndung โ€“ wie bereits ausgefรผhrt โ€“ darin bestehen, die Dichtung  in ihrer Funktion fรผr das Wort beziehungsweise das Ausdrucksmittel zu betrachten. Der oben angedeutete Wert des Zeugnisses wรคre dann ein Vorwand fรผr eine weiterfรผhrende Betrachtung oder nur eine Art Fรผgung.Doch zu den Aufgaben einer Einleitung zurรผckkehrend, in deren Rahmen, so glaube ich, die einfachsten Elemente einer Doktrin unmittelbar einsichtig sind, werde ich mich auf das Allernotwendigste beschrรคnken und deshalb damit beginnen, die Tatsache zu unterstreichen, dass die Gedichte der vorliegenden Sammlung eine Welt zu verwirklichen versucht, die zumindest aus meiner Zeit entschwunden ist, genauer gesagt, die literarische Welt meiner Jugend. An sie zu erinnern schmรคlert keineswegs die neuen Werte,  mรถgen sie auch ganz und gar  persรถnlicher Natur sein, im Gegenteil  wird ihnen dadurch die Lebendigkeit von etwas verliehen, das nicht mehr ist und das in doktrinรคren Elementen zu suchen wรคre, die einer langen Erรถrterung bedรผrften, die  an dieser Stelle unmรถglich ist, da sie den Rahmen einer einfachen Einleitung bei Weitem sprengte.Ich  mรถchte jedoch sogleich klar stellen, dass ich an keinen komplexen, oder sogar kompletten Wert des Lebens zu denken vermag, der nicht von Lichte der Vergangenheit erhellt wรคre. Nicht die gesamte Vergangenheit hat das Recht, im Rahmen der neuen und aktuellen Werte erinnert zu werden, doch das Beste, unsere eigene Person und die Menschheit im allgemeinen betreffend, bliebe gewiss steril und unproduktiv, setzte sie sich nicht mit den bedeutendsten oder zumindest relativ bedeutenden Werten der Vergangenheit auseinander. Man kรถnnte meinen Ausfรผhrungen, die einigermaรŸen vage und sozusagen historisch angesetzt haben, mรถglicherweise eine gewisse Arroganz unterstellen, hรคtte ich nicht ausdrรผcklich die Dichtung an sich und als einzige Kategorie im Blick, eingedenk der Begrenzungen gleichwohl, innerhalb derer das Wort รผber eine Bedeutung verfรผgt, ja, wenn mรถglich, universell ist (Universalitรคt, welche man auf gar keinen Fall und um keinen Preis jemand anderem aufzwingen wรผrde).   Versuchte man all dies jemandem aufzudrรคngen, so bedeutete dies allein, dass man zu einer Konzeption von suggestiver GroรŸartigkeit gelangen wollte, wenngleich man doch lediglich im rein Individuellen begann. So trete ich also vom Anspruch des Doktrinรคren, auch wenn er im Rahmen meiner Ausfรผhrungen bisweilen als Idee auftaucht, zurรผck und kehre zu den bescheideneren Aufgaben zurรผck, รผber die nun einiges versuchen werde zu sagen. Keinesfalls werde ich indes behaupten, dass die hier vorgestellten Gedichte die beste Tradition meiner Vergangenheit reprรคsentieren (diesbezรผglich hege ich sogar erhebliche Zweifel). Doch wie jedermann weiรŸ, neigt die Darstellung der Voraussetzungen stets dazu, ihren Gegenstand entweder zu รผberhรถhen oder ihm gar auszuweichen.Auf der anderen Seite kรถnnte ich sagen, dass es, auch ohne auf die geistige Entwicklungsfรคhigkeit des Ausdrucks einzugehen, ein System des Ausdrucks gibt, dass unbekannt ist, bevor es sich nicht selbst realisiert und im Grunde diejenige Art und Weise reprรคsentiert, auf die man zu einer gleichwohl begrenzten Wahrheit gelangt. Und einzig in Funktion dieser besonderen und einzigartigen Wahrheit, die in nichts anderem besteht als in wenigen Worten, die Teil einiger weniger Gedichte sind, ist der Sinn der Verรถffentlichung  dieser Gedichte auszumachen.Mir ist bewusst, dass die meisten Gedichte es nicht wert wรคren, einzeln publiziert zu werden, da sie nur als umrahmende Elemente jener weniger bedeutsamer Worte der bedeutsamsten Gedichte dienen. In diesem Sinne betrachte ich die besondere Auswahl dieser Anthologie als organisches Ganzes.Ich werde nun nicht die Besonderheiten des Ausdrucks ausdrรผcklich hervorheben, die mir, bezรผglich ihres mรถglichen Wahrheitsgehaltes, immer noch gรผltig erscheinen (sollte es sich um wirklich GroรŸes handeln, so kรถnnte man von einer Fatalitรคt sprechen, vorausgesetzt es sollte eine solche geben), und ebenso wenig mich mit der Tatsache auseinandersetzen, dass die Wahrheit, die mir in ihrer Globalitรคt und Komplexitรคt unerkennbar erscheint, und die ich nur in hรถchst abgeschwรคchter Form als fรผr das Bewusstsein zugรคnglich halte, einzig und allein in der Ordnung der Methode und des Systems zu finden ist, in der jeder mรถgliche Ausdruck seinen Ursprung hat.Es will mir gรคnzlich รผberflรผssig erscheinen, mich in Erรถrterungen darรผber zu ergehen, wie ich das Verhรคltnis von Ausdruck und Wahrheit auffasse. Diese kann eine schlichte Zahl sein(Mathematik) eine Formel (in den Wissenschaften) oder wie in diesem Falle ein Bรผchlein. Ich mรถchte indes klar stellen, dass die Gedichte der vorliegenden Sammlung im GroรŸen und Ganzen in den Jahren 1932-1933 entstanden sind (einige 1931). Diese Einleitung wurde zunรคchst fรผr den ersten Teil der Sammlung geschrieben und bezieht sich heute, mehr oder weniger, auf die gesamte Ausgabe. Dazu muss ich jedoch sagen, dass zwei Gedichte, die in den dritten Teil eingefรผgt wurden, 1938 geschrieben wurden, als der Dichter Luigi Fiorentino, dem ich hiermit meine Dankbarkeit ausspreche, mir dazu riet, alle drei Teile in einem einzigen Band zusammen zu fassen. Trotz der Unterschiedlichkeit des Tons gehรถren alle drei Teile zu einer unvergleichlichen Schaffensperiode, allein schon aus dem Grunde, weil sie innerhalb kรผrzester Zeitrรคume entstanden und vollendet worden sind.Diese Gedichte, die in dem beschriebenen Zeitraum spontan entstanden (ein Teil der Produktion jener Jahre ging verloren), wurden in den darauf folgenden Jahren mit Randbemerkungen versehen (insbesondere der erste Teil), auf Basis derer ich sie dann รผberarbeiten konnte. Bei der Abschrift habe ich tatsรคchlich viele dieser Randbemerkungen aus den Jahren 1932-1933 verwenden kรถnnen.Dennoch bin ich รผberzeugt, dass es gerade aufgrund der Verwendung der Randbemerkungen zur Verschlechterung einiger Teile gekommen ist. Die besten Gedichte, diejenige fรผr  welche dieser gesamte Teil eigentlich nur existiert, haben keinerlei oder nur sehr wenige nachtrรคgliche  Korrekturen erfahren.Das Buch hรคtte eigentlich den Titel โ€žVersuche der Poesieโ€œ tragen mรผssen, hรคtte es sich auf den ersten Teil allein beschrรคnkt hรคtte; denn in zeitlicher Ordnung hรคtte es Gedichte aufnehmen mรผssen, welche die ersten nach einer langen Abstinenzperiode waren, wenn nicht รผberhaupt die einzigen, denen ich einen gewissen literarischen Wert zusprechen konnte. Im รœbrigen ist es meine รœberzeugung, dass ein Gedicht stets die Funktion eines ihm Vorhergehenden ist (Teil der Wahrheit zumindest), gleichgรผltig welches immer auch das Genre sei, in dem es sich realisiert: Zahl, wissenschaftliche Untersuchung oder Anderes. Die Vertiefung des Ausdrucks fรผhrt, konkret gesprochen,  weit รผber das hinaus, was man โ€ž Dichtungโ€œ in seinem gewรถhnlichen Sinne nennen kรถnnte. Alles ist immer nur ein einfacher Versuch.So absurd es auch erscheinen mag, als Begrรผndung den Begriff der Poesie und des viel weiter und allgemein gefassten des Wissens zusammen flieรŸen zu lassen, so konnte ich doch nicht anders als jene Absurditรคt, die ich gleichwohl in einem gewissen Stadium der Reife geschrieben hatte, beizubehalten.Denn neben der ersten Gruppe von Gedichten ist es mir, dem Rat Fiorentinos folgend, ratsam erschienen,  weitere Gruppen hinzufรผgen; fรผr eine ist mir spontan der TitelWorte der Zeit eingefallen, jener der sich nun auf dem Titel findet. Fรผr die erste Gruppe hingegen habe ich mich auf die Nennung der Anzahl der Gedichte beschrรคnkt, es sind 25, also 25 Gedichte. Der Titel der zweiten Gruppe begrรผndet sich aus jenem, der bereits bei einer  frรผheren Publikation Titel gebend war.Und hiermit kรถnnte ich diese Einleitung beschlieรŸen, wenn es mir nicht notwendig erschiene, klar und deutlich auf etwas hinzuweisen, das meinen gesamten Text durchzieht, die Begrรผndung dieser quasi posthumen Verรถffentlichung nรคmlich: Eingedenk der nicht aufzulรถsenden Differenz zwischen Leben und Wahrheit, wobei man die Auflรถsung als menschliche Annรคherung zu verstehen hat, muss man stets auch bedenken, dass dieselbe Annรคherung zwischen jedweder Form des Ausdrucks und der Wahrheit des Menschen und des Lebens besteht. Keine Wahrheit wird von einem nicht begrรผndbaren a priori bestimmt, sondern ist stets Funktion der einfachsten und rigorosesten Art des Ausdrucks. Ich glaube โ€“ um ein wenig polemisch zu sein โ€“ dass jeder nach wissenschaftlichen Kriterien ausgedrรผckte Sachverhalt, indem er am Ausdruck beteiligt ist, auch an der Wahrheit teilhat, immer und zu jeder Zeit, mehr als man von der Mehrheit der Menschen erwartet, die unbegrรผndeter Weise dieser oder jener Sache einen bestimmten Wert beimisst. So ist denn auch jede Form von Realismus oder Neorealismus keineswegs dazu angetan, einen bestimmten Grad von literarischer Wahrheit zu erreichen, geschweige denn jene des Lebens in seiner Gesamtheit oder auch nur in eines seiner Teilaspekte, welche im Wort leben, und  aus diesem Blickwinkel heraus kรถnnen wir, da wir ihn nun begreifen, jenem Satz Gabriele dโ€™Annunzios nur zustimmen, der zugleich der Titel eines seiner Bรผcher ist โ€ž Der Vers ist allesโ€œ. Die Dichtung hat einen Wert (eine analoge Argumentation kรถnnte man fรผr jede andere Form der Erkenntnis fรผhren) in schwer definierbarer Grenzen, aus Grรผnden von Postulaten, die verรคnderlich sein kรถnnen und die vielleicht die einzigen sind, die sich der biologischen Natur des Menschen anpassen, Postulate, welche im Angesicht des Lebens, schon deshalb, weil sich die  Ansicht รผber das, was man mit der Vorstellung des Wortes als Teil des Leben meint, verรคndert,  kontinuierlich ausgebaut werdenMan mag nun verstehen, welche Distanz sich zwischen der literarischen Wahrheit und allen anderen Formen der Erkenntnis auftut und dass die Dichter, indem sie sich eines Mittels bedienen, das in einem kontinuierlichen Bezug zum Leben steht, zu denjenigen Menschen gehรถren, die am wenigstens von ihm wissen, wenngleich sie von Dingen sprechen, die sich mehr oder weniger auf das Leben, beziehungsweise auf Formen des Lebens beziehen, die kein literarisches Genre sind. Ich glaube, dass nur wenige Literaten, und wenn dann nur teilweise, dieser besonderen Ignoranz entgehen. Dies muss gesagt werden, auch wenn man sich dadurch  unversehens von den Vorgaben einer Einleitung zu einem Gedichtband entfernt und in die Nรคhe jener Doktrin gerรผckt ist, die man eigentlich vermeiden wollte.Zum Schluss mรถchte ich noch bemerken, dass derjenige, der das Wort exzessiv geliebt hat, dieses auch noch an den Rรคndern des Lebens findet, auch wenn er fรผr lange Zeit keine einzige Zeile geschrieben hat. Es ist unschwer zu  begreifen, dass all diese, ein wenig persรถnlichen und ein wenig doktrinรคren Dinge ausschlieรŸlich โ€“ oder zumindest vorwiegend โ€“ einen Sinn fรผr denjenigen haben, der heute seine Gedichte vorstellt und der versucht, dem Leben eine Begrรผndung durch die Wahrheit zu verleihen und durch das, was ihr vorangeht, dem Ausdrucksvermรถgen, denn wenn man persรถnlich an einer Entwicklung des Ausdrucksvermรถgens interessiert ist, dann wรผnscht man sich auch fรผr das Leben eine fortwรคhrende Entwicklung.

Campiglia dโ€™Orcia, 27. November 1955

LORENZO CALOGERO

***

Lorenzo Calogero – Gedichte

Aus dem Italienischen von Stefanie Golish

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LORENZO CALOGERO IN โ€œNEUROTRANSMITTERโ€

 

Der Mann mit der Aketentasche